I due volti di Barack Obama

Barack Hussein Obama è una contraddizione in termini, un paradosso vivente che oggi, dopo l’annuncio dell’uccisione di Osama Bin Laden in Pakistan da parte delle truppe speciali americane coadiuvate dall’intelligence pakistana è un uomo diverso, una figura storica diversa da quella che sarebbe stata fino a ieri.
Baluardo e speranza di pace per tutti coloro che lo hanno sostenuto in campo elettorale, fuori e dentro gli Stati Uniti, simbolo di tolleranza e di dialogo dopo aver preso il Nobel per la Pace, primo presidente nero della storia americana e quindi simbolo di rivalsa per tutta la comunità afroamericana che si è presa le sue rivincite dall’abolizione della schiavitù, oggi cos’è rimasto di tutto ciò?



Niente. O meglio dalle ceneri della speranza di un mondo pace, come un’araba fenice, è risorto Captain America, un supereroe moderno che, dietro la maschera dello sfigato pacifista, nascondeva un’animo indomabile alla Schwarzenegger dei bei tempi andati (e che sarà di sicuro a rodersi l’anima che, come governatore della California, in questa causa non ha investito una lira, visto poi che è schierato dall’altra parte); chissà i due Bush quanto saranno incarogniti per essere stati gabbati da uno che parlava di speranza, pace, dialogo e uguaglianza e che ha strappato lo scettro a uno che invece professava di radere a tappeto tutto il Medio Oriente, al fianco di una Sarah Palin ancora più incarognita.
L’eroe oggi è lui perchè con il suo fare gentile ed educato ha sconfitto il nemico pubblico numero uno, con una missione impossibile e che, dopo dieci anni, pareva soltanto un pallido ricordo di una promessa di un presidente annebbiato dal rancore; e invece l’intellettuale, il mistico, quasi santo per certi versi, si è trasformato in supereroe e ha sbaragliato il male assoluto, dichiarando poi che da oggi il mondo è migliore.
Il punto è chiaro: il male personificato, Osama Bin Laden è morto dove, come quando e perchè non è importante; Obama è un eroe e verrà ricordato per sempre, non come il primo presidente nero e pacifista ma come quello che ha sconfitto Al Quaeda.
Se lo ricorderanno anche gli americani quando tra poco andranno a votare il nuovo presidente, finite le manifestazioni in piazza.
Yes, we can o meglio, yes he did it!

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