Virginia Raggi e la sua proposta che non prevede commissari

di Alba D'Alberto Commenta

Un messaggio di Virginia Raggi sul sito di Beppe Grillo mostra chiaramente quali sono le intenzioni della Sindaca che non vuole assolutamente lasciare Roma, di nuovo, nelle mani di un commissario prefettizio. 

Le scelte della Raggi, come lei stessa propone, devono essere considerare in vista di un programma di miglioramento della città che passa attraverso la nomina di nuovi soggetti alla guida delle più importanti aziende cittadine, quella dei trasporti e quella dei rifiuti. Scrive la Raggi sul sito di Grillo.

Ciao, stiamo lavorando per Roma e come promesso in campagna elettorale, stiamo portando quel cambiamento che serve per far ripartire la città. Abbiamo già trovato qualche piccola resistenza ma non ci spaventiamo: lo sapevamo, e andiamo avanti. In poche ore, abbiamo nominato un nuovo amministratore unico di ATAC, l’azienda capitolina dei trasporti, si tratta di Manuel Fantasia, che con l’assessore Meleo ha già ripreso in mano le redini dell’azienda.
Abbiamo poi nominato il nuovo assessore al Bilancio, anche qui si tratta di una persona di primo rilievo. E’ il procuratore generale della Corte dei Conti Lazio Raffaele De Dominicis. Un magistrato che ha sempre lottato per la legalità e la trasparenza, tra le inchieste più importanti ricordiamo quella su parentopoli, quella su affittopoli, quella sulla quantificazione del danno erariale di Mafia Capitale, nonché il fatto che abbia sollevato questioni di legittimità costituzionale per tutte le leggi che dal 1997 in poi hanno reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti in netto contrasto con il referendum del 1993. E’ una persona che ha dimostrato di essere un vero servitore dello Stato, e per questo siamo onorati che faccia parte della nostra squadra. Andremo avanti con determinazione per cambiare questa città.

In questo momento quindi assistiamo al classico rimpasto cui ci ha abituato la politica di una volta ma non ci sono ancora i termini per lo scioglimento del consiglio comunale (che è ben altro!) e che è l’unica cosa che potrebbe portare nella Capitale un nuovo commissario prefettizio.

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