Ballottaggio Roma. Michetti e quei luoghi comuni sugli Ebrei

di Gianni Puglisi Commenta

Come diceva Albert Einstein, famoso lobbista e banchiere, «è più facile scindere un atomo che abolire un pregiudizio».

Infatti, a guardare meglio, cosa hanno in comune Shakespeare, Walter Scott, Karl Marx e Charles Dickens? La convinzione che siano stati gli Ebrei a inventare le cambiali: oggetti di desiderio ma anche d’invidia e frustrazione, per giunta considerati come “diabolici”, soprattutto se immaginati come un malevolo condizionamento economico e dunque politico dei regnanti d’Occidente e delle loro campagne militari. Crociate seguite da persecuzioni, sfociate nella ghettizzazione prima e nei massacri poi. “Colpevoli di aver ucciso Nostro Signore” ma, più che altro, “strozzini” e “usurai”. E che il mondo cristiano ai tempi dell’Ordine templare chiedesse denaro agli Ebrei perché la legge canonica puniva i prestiti su interesse con la scomunica e la promessa dell’Inferno, ma anche perché commercio e credito erano tra le poche occupazioni a loro permesse, lo raccontano soltanto gli studiosi di storia dell’economia e della finanza.

Chiaramente, stiamo facendo dell’amarissima ironia. Perché purtroppo, a volte ritornano, i pregiudizi plurisecolari. Pronti a cogliere qualsiasi elemento possa confermarli e del tutto impermeabili al resto: quante pagine sui Rothschild, quante sulle tantissime vite di semplice lavoro o di povertà e quante sul lunghissimo elenco dei veri “grandi” delle arti, delle scienze e della cultura – italiana, occidentale e mondiale?

Come rivelato da Il Manifesto, a febbraio 2020 Enrico Michetti dice: “Mi chiedo perché la stessa pietà e considerazione riservata agli Ebrei non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta. Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta”. 7500 circa gli Ebrei italiani deportati e uccisi dai nazisti: tutti membri della “lobby ebraica internazionale”? E i soli 25 bambini sopravvissuti ad Auschwitz, come Liliana Segre, tutti proprietari di banche? Oppure parliamo di Franco Cesana, costretto a celare la sua identità ebraica per paura dei delatori, bravissimo nelle missioni di staffetta e nelle azioni di guerra, arruolatosi volontario a 13 anni e colpito a morte prima di compierne 14, che cadde incitando i compagni a proseguire ma che decise di combattere qui – sapendo che, se preso, avrebbe rischiato un destino molto peggiore degli amici cristiani?

Tornando alle banche di Michetti: a guardare la classifica Forbes 2021 degli uomini più ricchi del mondo, i diversi miliardi in più fatti proprio nel 2020 si trovano negli Stati Uniti, in Cina e in India; a curiosare in giro per il web sui maggiori gruppi bancari per capitalizzazione e sulle banche più grandi del mondo, fonte S&P Global Market Intelligence, è difficile non notare che le prime tre posizioni appartengono al Celeste Impero. Ma tant’è: niente di meglio che un giudaico pretesto giusto al momento giusto, a concimare ignoranza e odio.

Arrivata l’indignazione per le sue parole, peraltro risalenti non a un’infanzia ancora poco informata bensì all’anno scorso e da docente, Michetti si è precipitato nel cuore del quartiere ebraico romano per rassicurare i rappresentanti della Comunità, parlando della loro “perfetta integrazione” – segno del fatto che, comunque, gli Ebrei italiani non sono Italiani bensì ebrei. Inaccettabile e imperdonabile, con buona pace delle tardive, imbarazzanti, peggiori del buco “scuse”.

Sarà questo il futuro Sindaco di Roma? Con tanto di fascia e di corona, il prossimo 24 marzo davanti alle Fosse Ardeatine – ancora a non capire che la differenza non consiste nell’essere stati (o essere ancora) vittime bensì nell’essere stati soggetti della più grande industria nella Storia dello sterminio di un popolo soltanto perché quel popolo, giustificato proprio con il concetto di “complotto giudaico” che vedeva gli Ebrei colpevoli, contemporaneamente, di comunismo e di controllo della finanza?

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