Alitalia, piovono le proposte d’acquisto

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A riprova del momento positivo, da cogliere al volo da parte dei dirigenti della nuova società CAI e del commissario straordinario..

Da qualche giorno sembra spirare un’aria nuova sulla vicenda dell’Alitalia. Dopo la firma del contratto da parte di tutte le rappresentanze dei lavoratori, compresi i sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo, sembra che le tensioni, seppure non spente, siano comunque fortemente ridimensionate.

A riprova del momento positivo, da cogliere al volo da parte dei dirigenti della nuova società CAI e del commissario straordinario Augusto Fantozzi, si segnalano gli interessamenti provenienti da numerosi soggetti sia per la compagine azionaria della nuova società che per l’acquisto degli asset della vecchia compagnia.

Fra i primi proponenti, si registra il crescente interessamento del gruppo AirFrance-KLM (un ritorno di fiamma, dopo la burrascosa chiusura delle trattative nella scorsa primavera) ma anche della compagnia di bandiera tedesca Lufthansa.

Entrambe sembrano intenzionate ad acquistare un significativo pacchetto di azioni della CAI, anche se sicuramente il Governo premerà perché l’italianità della società (tema caro al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi), sia sostanzialmente mantenuta.

E intanto, il commissario Fantozzi segnala che oltre alla CAI, anche altre 57 imprese hanno manifestato interesse ad acquistare rami sparsi di Alitalia: dagli aerei agli impianti più vari, fino all’assunzione di gruppi di lavoratori. Ognuna di queste proposte sarà vagliata nel dettaglio, anche se ovviamente alla CAI sarà data preminenza: gli altri potenziali acquirenti dovranno dunque accontentarsi di fare acquisti soltanto fra i beni non rilevati dalla Compagnia Aerea Italiana.


E nel frattempo, la società regina dei voli low-cost, l’irlandese RyanAir, ha annunciato l’intenzione di presentare reclamo presso la Corte di Giustizia Europea, perché il piano di salvataggio di Alitalia portato avanti attivamente dal Governo italiano violerebbe i principi della libera concorrenza e il divieto degli aiuti di Stato a società private.