Le risposte del G4 alla crisi finanziaria

di F.D. Commenta

Di fronte ai grandi d’Europa, l’urgente e gravissimo problema sul tappeto: quello della preoccupante crisi finanziaria proveniente..

Si sono riuniti sabato 4 a Parigi, convocati dal presidente francese Nicolas Sarkozy, i leader dei quattro Paesi europei appartenenti al G8 (Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna), insieme al presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet e a quello della Commissione europea, Josè Barroso; il summit è stato ribattezzato dai giornali, con poca fantasia, “G4”.

Di fronte ai grandi d’Europa, l’urgente e gravissimo problema sul tappeto: quello della preoccupante crisi finanziaria proveniente dagli Stati Uniti e causata dagli investimenti speculativi in settori rischiosi e pressoché senza controllo.

In America la crisi ha già portato al fallimento di diverse banche, a causa di un inarrestabile effetto-domino, e ha spinto la Casa Bianca a misure straordinarie come non se ne vedevano dagli anni Trenta (nazionalizzazione di alcune imprese finanziarie, erogazione di enormi quantità di liquidi da parte della banca centrale…).

In Europa, in verità, la crisi appare meno preoccupante, a causa di un più rigido sistema di controlli che almeno in parte impedisce l’avventurarsi degli investitori in ambiti eccessivamente rischiosi (i famosi criteri di “Basilea 2”), ma è evidente che per via indiretta l’effetto-domino cui si è accennato possa lasciare molte vittime anche fra le nostre istituzioni finanziarie.


Il vertice di Parigi, in realtà, non ha portato a grandi risultati: esclusi per ora interventi speciali della BCE o dell’Unione Europea, ogni Stato di fatto si mantiene libero di affrontare la crisi per conto proprio, bocciando la proposta di Sarkozy per la creazione di un fondo europeo di garanzia.
Al di là delle pur importanti dichiarazioni di principio, dunque, ogni Stato agirà da solo. E la prima mossa, politicamente e finanziariamente molto rilevante, arriva dalla Germania: il cancelliere Angela Merkel ha annunciato che lo Stato garantirà la totalità dei depositi bancari.

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