Come abrogare una legge

In merito ai referendum del 12 e 13 giugno 2011, in cui i cittadini sono chiamati al voto per l’abrogazione di tre leggi: sulla privatizzazione dell’acqua, sull’introduzione e ripristino dell’energia nucleare e sul legittimo impedimento è necessario spiegare come si fa per abrogare una legge.
Prima di tutto, abrogare significa abolire, ossia rimuovere una legge, o una parte di essa, dall’ordinamento; l’esito referendario, ossia l’espressione della volontà popolare in una democrazia, è fondamentalmente una fonte di diritto primaria che ha il potere di vincolare i legislatori al rispetto di quella che è la decisione del popolo.



Per abrogare una legge ci sono diversi metodi: la prima procedura prevede che venga approvata una legge successiva alla legge in corso, ma che regoli in modo diverso lo stesso oggetto della suddetta legge; in questo modo la legge viene abolita in modo tacito.
Nel secondo caso può intervenire una proposta di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale e quindi non più applicabile; nel terzo caso invece si indice un referendum abrogativo in cui i cittadini hanno diritto di decidere se annullarla o no; questo significa che nei referendum di questo tipo, se si vuole cancellare la legge in questione, è necessario votare SI.
L’abrogazione può essere intera o parziale: nel secondo caso quindi verrebbero abrogati solo alcuni articoli presenti nella legge in questione e non l’intero testo.
L’abrogazione passa quando si raggiunge il quorum dei votanti e la maggior parte dei voti favorevoli.

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