La bufala della tassa sulla seconda auto

di Alba D'Alberto Commenta

È circolata nel web la notizia che sarebbe stata imposta una tassa di 30 euro sul possesso della seconda auto. Poi è arrivata la smentita che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli automobilisti che per il 2015 hanno già parecchie grane tra cui la revisione obbligatoria e l’incremento delle multe.

La notizia della tassa sulla seconda auto era circolata così: si parlava di una gabella di 30 euro inserita dal Governo nella Legge di Stabilità per tutti coloro che hanno una seconda macchina. Gianluigi Giargenti, considerato una voce autorevole riguardo i temi fiscali, aveva addirittura definito questa misura giusta perché riusciva a tassare i benestanti, cioè coloro che nella sua visione del mondo, “si possono permettere” una seconda macchina. 

La tassa sulla seconda auto sarebbe entrata in vigore a partire da gennaio 2015 e avrebbe previsto il prelievo dell’imposta direttamente dal conto corrente degli automobilisti interessati. Fino a che si parlava di tasse ci si poteva anche stare ma quando si è cominciato a parlare di prelievo forzoso si è capito che qualcosa non andava e infatti nessuna testata giornalistica ne ha parlato e nessun politico si è fatto portavoce di questo provvedimento.

Il prelievo coattivo di fondi dai conti correnti non è mai stato usato da nessun governo, figurarsi se fosse cominciato proprio adesso con Renzi. Le carte del governo hanno smentito in modo palese questa fandonia ma il panico virtuale si era già scatenato. In questo caso la bufala ha preso piede perchè la tassa descritta doveva interessare tutti gli automobilisti e non effettivamente, i benestanti. Che tipo di tassa vi piacerebbe vedere applicata?

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