Legge europea vincolante banda larga

Qualcosa si sta muovendo a livello di Unione Europea per uniformare la diffusione delle recenti tecnologie a tutte le popolazioni.

La Commissione Europea ha dato il via ad una consultazione pubblica per trovare il migliore approccio per garantire a tutti i cittadini della UE la disponibilità dei servizi di telecomunicazione di base.

Ad oggi le norme che regolamentano questo settore risalgono al 2002, quando Internet come lo conosciamo ora (banda larga) non era ancora così diffuso, infatti le norme si riferiscono quasi totalmente alla sola telefonia.

Decreto Romani criticato dalla Commissione Europea

Si stanno sollevando moltissime perplessità attorno al cosiddetto Decreto Romani da parte sia della Commissione Europea che di AgCom. Anche gli ISP (Internet Service Provider, i fornitori di Internet), sono molto critici contro questo decreto che va contro i video online e YouTube in particolare.

Il decreto legislativo del viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani non è nato sotto la migliore stella, dopo le prime critiche da parte del Partito Democratico ora giungono anche queste nuove accuse.

Taglio sulle pensioni impossibile con Tremonti

Da Bruxelles il ministro Giulio Tremonti fa sapere che non verranno effettuati tagli sulle pensioni e questo è confermato anche dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli.

Al momento la commussione europea ha chiesto all’Italia un progetto che porti entro 3 anni alla riduzione di almeno 3 punti percentuali del deficit economico nei confronti quindi del PIL. L’Italia ha il rapporto debito/pil più alto d’Europa e questo pesa sensibilmente sulle casse dello Stato.

Liberalizzazione dei servizi

Nel 2004 il commissario europeo per il mercato interno, Fritz Bolkestein, si mise alacremente a lavorare su un testo che completasse la liberalizzazione dei servizi verso le imprese e i consumatori, ancora sottoposti a numerosi vincoli nei vari Paesi dell’Unione.

La direttiva Bolkenstein entrò in vigore solo due anni dopo (n. 123/2006), e tuttora in molti Stati, fra cui l’Italia, la sua applicazione è stata molto carente, ma il ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, intende accelerare i tempi e varare un decreto legislativo onnicomprensivo entro la fine di quest’anno.

Siamo gli ultimi a recepire il diritto comunitario

Ancora una volta l’Italia si guadagna il triste primato delle procedure d’infrazione aperte presso la Corte di Giustizia Europea: come accade ormai da sempre, il nostro Paese è il più lento a dare applicazione all’interno della nostra normativa alle scelte legislative partorite a Bruxelles.

Anche la Grecia e il Portogallo ci fanno compagnia in questa poco invidiabile classifica, ma non riescono a superare l’infelice primato italiano. Nella classifica, comunque, non sono considerati i Paesi dell’Europa centro-orientale recentemente entrati nella UE, che non possono ancora essere messi sullo stesso piano dei Paesi occidentali, visto che per gli ultimi arrivati la mole di arretrati da recuperare è immensa.

Continui botta&risposta sul clima

Sembra lontano dal placarsi il braccio di ferro fra l’Italia e l’Unione Europea inerente le misure contro l’emergenza climatica, giudicate troppo rigide e penalizzanti per l’economia dello Stivale.

Dopo la dura presa di posizione del premier Silvio Berlusconi, è intervenuto pesantemente il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, che si è dichiarato “allibito” dalle parole di Berlusconi.

Dimas non solo contesta nel merito le cifre fornite da Berlusconi (oneri annui pari a circa 18 miliardi di euro) ma anzi ritiene che l’Italia avrà tutto da guadagnare dal pacchetto-clima, poiché la nostra economia avrebbe margini enormi di crescita derivanti dalla riconversione energetica.

L’Europa bandisce il latte cinese

Mentre anche in Italia divampa la polemica sulla sicurezza alimentare dei numerosi prodotti alimentari provenienti dalla Cina, a porre un freno ai rischi di intossicazione alimentare è scesa in campo direttamente la Commissione Europea.

Già da tempo l’Europa aveva proibito l’importazione dalla Cina del latte e di ogni suo diretto derivato, ma lo scandalo della melamina (un composto chimico a base di azoto e utilizzato per lo più come fertilizzante) ha spinto Bruxelles a prendere decisioni ancora più drastiche.

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