La commemorazione di Aldo Moro

Oggi giornata importante e pregna di significati per la storia repubblicana del nostro Paese. Di fatto, oggi, si festeggia, o meglio, ci pare più giusto usare un termine differente in un’occasione del genere, diciamo dunque che si ricorda, l’anniversario della morte di Aldo Moro. Oggi è la giornata della memoria delle vittime del terrorismo, ma, ovviamente, in maniera più che intuibile, il pensiero di tutti va al 9 maggio del 1978, 35 anni fa, quando venne ritrovato nell’ormai famosissima Renault 4 parcheggiata in via Caetani il corpo senza vita dello statista della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

La commemorazione del 25 aprile

Oggi si festeggia la Liberazione dal fascismo in Italia. Le commemorazioni sono cominciate presto, come d’abitudine, e il fulcro è stata la consueta cerimonia in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (leggi: Le condizioni di Napolitano) ha deposto una corona di fiori all’Altare della Patria a piazza Venezia a Roma. Nell’occasione, come di consueto in occasione del 25 aprile, erano presenti le massime autorità italiane sia civili che politiche che militari: tra questi, i presidenti delle due Camere Grasso e Boldrini, il presidente del Consiglio dimissionario Mario Monti (leggi: Enrico Letta premier?), il sindaco di Roma Alemanno e il presidente della Regione Lazio Zingaretti.

Grasso al Senato, M5S si spacca

Prime crepe all’interno del Movimento a Cinque Stelle. Lo dicono tutti, i commentatori amici e quelli di parte avversa, lo dicono gli esponenti ed i portavoce dei partiti storici che, di queste, ne hanno visto tante, ma, in primo luogo, lo dicono i numeri. A conti fatti il Movimento a Cinque Stelle ha iniziato a sbandare alla prima curva, una curva doppia potremmo definirla in quanto le asperità erano due: l’elezione del Presidente della Camera dei Deputati (leggi: Roberto Fico Presidente della Camera?) e l’elezione del Presidente del Senato della Repubblica. E i problemi si sono palesati al Senato.

Intercettazioni telefoniche indispensabili

Piero Grasso, il procuratore nazionale antimafia, ha fatto un appello ai legislatori del governo alle prese con la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche.

Il procuratore Grasso chiede che vengano mantenute attive le modalità vigenti sulle intercettazioni perchè è l’unico metodo per sconfiggere la criminalità e non solo quella organizzata. Per effettuare una intercettazione, con la nuova legge, il giudice dovrà concedere il permesso solamente dopo aver valutato gli evidenti indizzi di colpevolezza e non come è adesso grandi indizzi di reato.

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