Dopo la sconfitta del PD in Sardegna il segretario Walter Veltroni ha preferito scegliere la via delle dimissioni per sottolineare la propria resa alla creazione del primo partito democratico italiano. Veltroni spiega, durante un comizio, come il PD sia riuscito a rimanere unito solamente grazie all’idea comune di essere contro Berlusconi.

Quando il PD doveva fare opposizione non riusciva ad avere un’unico ideale comune se non quello di andare contro a Berlusconi quasi come uno scontro di principio. Un partito che ha come unico obiettivo quello di buttar giù un solo personaggio non può avere delle basi solide per costruire e andare avanti.


Il PD è un partito giovane, forse troppo, innovativo e come tale forse necessitava di persone nuove e non le stesse solite facce viste e riviste. Veltroni si scusa innanzi ai propri ascoltatori di non essere riuscito in questo progetto e di aver fatto il possibile senza però raggiungere dei buoni risultati. L’Italia ha bisogno di riforme e nuove idee e anche di un Partito Democratico sulla base del modello americano, ma forse persone come Rosy Bindi, Rutelli, Scalfaro, Fassino, D’Alema uniti nel PD solamente per odiare Silvio Berlusconi non sono quelle giuste per affrontare un capitolo nuovo per il quale l’Italia ha bisogno.


Intanto, dopo Franceschini che traghetterà il PD fino ad ottobre alle prossime primarie, si vocifera che a guidare il partito sarà Fassino o Bersani e questo fa capire molto sull’idea di innovazione che molti si aspettano. E mentre Rosy Bindi sottolinea la probabilità di una possibile scissione del partito dobbiamo aspettare cosa accadrà dopo la riunione di sabato 21 Febbraio durante la quale verranno resi noti alcuni punti fondamentali prima delle primarie di ottobre.


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