L’Italia tagliata da Fitch

di Vito Verna Commenta

Anche Fitch, dopo Moody's e Standard&Poor's, ha declassato l'Italia

La notizia, in fin dei conti, non è delle più sconvolgenti sebbene, incassare 3 giudizi negativi su 3 nel giro di un mese, non faccia molto piacere.

Era inevitabile, si dirà e, probabilmente, si avrebbe ragione. Si perché dopo il declassamento di Standard&Poor’s, giunto a sorpresa a metà settembre, era ovvio e consequenziale che arrivassero anche i downgrade di Moody’s prima e di Fitch dopo.

MOODY’S HA DECLASSATO L’ITALIA


Ciò che fa specie, però, è l’impressione che la decisione giunga per motivi altri dalla finanza, di “protesta” politica, come accennavamo nel nostro articolo di ieri, piuttosto, oppure ancora di concordanza d’intenti, di consuetudine, di aderenza alle convenzioni.

Non si spiegherebbe in nessun altro modo, altrimenti, il fatto che, in concomitanza con il declassamento operato oggi, sia arrivata anche la decisione di portare l’outlook da stabile a negativo, nonostante fossero 5 anni (5 anni tutt’altro che piacevoli per l’economia Occidentale, Italia compresa) che non si prendesse in considerazione l’ipotesi di farlo.

RATING DELL’ITALIA TAGLIATO DA STANDARD&POOR’S

Come se non bastasse, inoltre, sempre da Fitch è giunto un congiunto declassamento della Spagna che, sebbene negli ultimi anni sia stata al centro delle vicende finanziarie europee, e per motivi che non si può affatto definir di vanto, è risultato essere di intensità inferiore a quello deciso per il Bel Paese.

Come che sia, comunque, i rappresentanti istituzionali nostrani hanno oramai, purtroppo, fatto il callo a simili eventi ed è con questa motivazione che si intuisce il senso profondo delle dichiarazioni rilasciata da Fabrizio Saccomanni, direttore generale di BankItalia, che afferma: “Queste agenzie agiscono un po’ come un branco, vanno tutte nella stessa direzione, nello stesso momento la manovra, approvata in tempi abbastanza rapidi mette la finanza pubblica su una linea di riduzione del debito credibile e perseguibile”.

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