Mercato immobiliare in Italia dati poco confortanti sulla fiducia dei consumatori

di G.V. Commenta

Il mercato immobiliare rischia di fermarsi. Ultimi dati della ricerca di immobiliare.it sul sentiment degli addetti ai lavori interessati alla compravendita immobili.

L’indice di fiducia dei consumatori nei confronti della compravendita di immobili in questo periodo (terzo trimeste 2012) fa segnare dei dati non proprio ottimistici. Infatti secondo l’indagine svolta da Immobiliare.it su un campione di 60.000 persone che hanno espresso un interesse nel mercato immobiliare italiano attuale, circa il 72% pensa che non sia il caso di vendere casa in quanto si teme l’abbassamento dei prezzi.

Al contempo,  anche la propensione all’acquisto si abbassa nei confronti del trimeste precedente in cui superava il 50% degli intervistati, oggi solo il 45% crede che sia un buon momento per vendere. Questo scenario influenza sicuramente il mercato rendendolo sempre più stagnante e non è un caso che per esempio la percentuale di persone che rinvierebbero l’acquisto almeno di un anno, quindi che pensano che sia meglio acquistare tra dodici mesi, sono passate dal 21% di luglio al 35% .

 SITUAZIONE AFFITTI IN ITALIA 

Un’alta percezione a ribasso, che poi influenza sia la volontà di vendere che quella di acquistare, è l’inevitabile caduta dei prezzi delle case da qui ad un anno, questa è  l’idea che ha espresso il 65% degli intervistati. Questo è un po’ lo scenario critico in cui si trovano ad operare non solo i professionisti del settore ma anche il semplice cittadino intenzionato ad investire nel mattone.

Interessanti sono le differenze regionali di questa percezione tutt’altro che ottimistica. Le regioni più pessimiste sull’opportunità di compravendita, sono la Campania (36,8%) e le Marche (37,1%). Mentre si riscontano dati più ottimistici diversi dall’ultimo rilevamento di luglio che vedeva in testa Lombardia e Piemonte, oggi il sentiment positivo  si è spostato in Puglia (54,6%) seguita a ruota dal Piemonte (53,5%) che sono le uniche due regioni a superare il 50%.

 

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