Risultati stress test banche statunitensi

di Vito Verna Commenta

con la sola esclusione di Citigroup, Ally Financial, SunTrust e Metlife tutti i più importanti istituti di credito sarebbero stati promossi a pieni voti.

Risultati stress test banche statunitensi

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, nel corso di un recente meeting con il propri omologo tedesco, il Cancelliere Angela Merkel, avrebbe sostenuto come l’Europa, anche e soprattutto grazie alla decisione di salvare la Grecia ed alle manovre correttive che l’Italia starebbe provvedendo quotidianamente ad emanare, si sia lasciata la fase acuta della crisi alle spalle e come sia necessario, in questa delicatissima fase, fare il possibile per garantire all’economia la ripresa della quale avrebbe un disperato bisogno.

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E la realtà dei fatti, stando a quanto dichiarato da Ben Bernanke nel corso dell’ultima riunione della Federal Riserve statunitense, istituto che potremmo definire equivalente alla BCE, sembrerebbe essere tale se, li dove tutto è cominciato (nel 2008 a causa del fallimento della banca d’affari Lehman Brothers ed alla conseguente crisi da debito sovrano), gli istituti di credito non potrebbero stare meglio.

Un po’ a sorpresa, infatti, la FED avrebbe pubblicamente rilasciato, in anticipo sui tempi previsti, i risultati dell’ultimo stress test condotto sulla solidità fiscale, derivante dal rapporto tra il patrimonio di base e le attività più rischiose, delle 19 più importanti banche statunitensi.

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Ebbene, con la sola esclusione di Citigroup, Ally Financial, SunTrust e Metlife, nessuna delle quali avrebbe superato, seppur d’un soffio nel caso di Citigroup, la “soglia di sbarramento” del 5%, tutti i più importanti istituti di credito sarebbero stati promossi a pieni voti.

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