Cittadinanza ai bambini che nascono in Italia

di afunelli Commenta

Il Presidente Napolitano torna a parlare dei diritti degli immigrati e chiede la cittadinanza per i bambini nati in italia

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non conosce sosta in questo periodo, e sempre con più forza spinge l’acceleratore della macchina politica. Non ci sono dubbi sul ruolo attivo assunto da Napolitano nelle vicende politiche delle ultime settimane, anche l’attuale Governo è stato fortemente voluto proprio dal Capo della Stato, al punto di avere nominato Mario Monti Senatore a vita proprio pochi giorni prima di conferirgli l’incarico di formare il nuovo governo.


Nei giorni scorsi, in occasione della cerimonia in onore dei “nuovi cittadini italiani” il Presidente era tornato su un discorso dell’immigrazione ricordando che questo fenomeno non rappresenta un problema per il nostro paese, ma una enorme ricchezza. E oggi proprio su questo tema è ritornato, in occasione dell’incontro con la federazione delle chiese evangeliche in Italia. Napolitano ha auspicato maggiori possibilità di dialogo e confronto fra gli schieramenti rispetto a alle contrapposizioni degli ultimi tempi, perché i tempi sono maturi per attuare quelle riforme che possano garantire nuovi diritti ai cittadini stranieri che vivono regolarmente in Italia e contribuiscono a creare ricchezza nel nostro paese.
Il primo passo auspicato dal Capo dello Stato è la cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri, aspirazione naturale per nasce nel nostro paese, parla la nostra lingua e frequenta le nostre scuole. Passo fondamentale per creare anche una coscienza civica nelle famiglie degli immigrati che hanno deciso di vivere stabilmente nel nostro paese.
Come prevedibile la Lega si è schierata compatta per il no davanti a questa ipotesi, evocando l’immagine di barricate in Aula e nelle piazze, ma per fortuna quella del carroccio resta una posizione “ideologica” isolata, dal momento che le altre forze politiche si dichiarano disponibili ad un confronto in aula sui modi e i tempi per la realizzazione di una tale riforma.

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