No allo scudo fiscale in manovra finanziaria

di Vito Verna Commenta

Tremonti commenta le ultime modifiche alla manovra finanziaria.

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti si dice certo di una cosa: nel nuovo testo della finanziaria 2011-2014 non è stato inserito, e mai lo sarà, alcun tipo di condono edilizio o di scudo fiscale.

I provvedimenti, secondo Tremonti, rappresentano una una tantum che possono, forse, sistemare (temporaneamente) i conti ma che, non essendo strutturali, non possono in alcun modo migliorare l’assetto della finanza pubblica o la situazione del debito pubblico, ovverosia i due grandi obiettivi della manovra finanziaria 2011 e della riforma fiscale 2011.

Tremonti, che ha riferito quanto riportato in Commissione Bilancio del Senato, inoltre, avrebbe affermato che qualsiasi accusa accampata contro la manovra (in materia di squilibrio tra provvedimenti fiscali e taglio della spesa) è assolutamente ingiustificata giacché, come afferma egli stesso: “il contributo di solidarietà viene sostituito da misure prettamente fiscali, quantunque nella loro gestione vengano inclusi i governi locali”.

Il senso di queste parole va ricercato nella promessa, effettuata non più tardi di ieri, che gli introiti derivanti dalla lotta all’evasione, qualora siano stati recepiti grazie al contributo fondamentale degli enti locali, vengano girati proprio ai Comuni senza, però, che questo influisca minimamente sul Patto di Stabilità.

L’impressione, però, che si stia facendo poco per sistemare i conti, giunge anche attraverso le parole dei vertici dell’Unione Europea i quali si dicono preoccupati che il ministro dell’Economia stia facendo decisamente troppo affidamento su misure fiscali (quali quella della lotta all’evasione) che non possono, in alcun caso, essere calcolate a priori e che potrebbero riservare brutte sorprese.

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