Approvata dal Governo Monti la legge di Stabilità 2013

di Vito Verna Commenta

Colpa, in particolar modo, dell'aumento dell'Imposta sul Valore Aggiunto e della drastica riduzione delle detrazioni e delle deduzioni che, nonostante tutto, non potranno venir compensate dall'auspicato, e finalmente approvato, taglio delle aliquote dell'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche.

Approvata dal Governo Monti la legge di Stabilità 2013

La legge di Stabilità 2013, recentemente approvata dal Governo Monti, è attesa adesso all’esame del Parlamento italiano dove approderà, per venir adeguatamente discussa, in data lunedì 15 ottobre 2012.

RIFORMA DEL LAVORO SFATA IL MITO DELL’ARTICOLO 18

Sarà allora compito del Senato della Repubblica stabile se ed in quale misura confermare il giudizio del Governo Monti piuttosto che modificare un testo di legge che fa del Fisco e della riforma fiscale il proprio punto cruciale.

RIFORMA DEL WELFARE 2012

Scettici, a tal proposito, gli esperti, quali i rappresentati delle più differenti associazioni di consumatori, che dopo una breve e sommaria analisi della legge di Stabilità avrebbero avuto modo di appurare che i provvedimenti recentemente adottati dal Governo Monti non solo non saranno in grado di far ripartire i consumi bensì anche, e soprattutto, costituiranno un consistente aggravio per le famiglie italiane che, nel 2013, potrebbero arrivare a spendere circa 330 euro in più rispetto a quanto complessivamente speso nel 2012.

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

Colpa, in particolar modo, dell’aumento dell’Imposta sul Valore Aggiunto e della drastica riduzione delle detrazioni e delle deduzioni che, nonostante tutto, non potranno venir compensate dall’auspicato, e finalmente approvato, taglio delle aliquote dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche.

Cerchiamo insieme, dunque, di approfondire la questione e di analizzare, punto per punto, le decisioni di politica fiscale adottate dal Governo Monti grazie alla legge di Stabilità 2013.

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

Nonostante tutti i propri sforzi il Governo Monti non sarebbe riuscito a scongiurare definitivamente l’aumento delle aliquote dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

Fortunatamente, soprattutto per i consumatori, sarebbe comunque riuscito a ridurre l’entità dell’aumento che, invece di essere di ben due punti percentuali sarà equivalente ad un solo punto percentuale.

Confermata, poi, l’applicazione ritardata della riforma che, come forse saprete, entrerà in vigore solamente a partire da luglio 2013.

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE

Sebbene in pochi avessero scommesso su questo punto il Governo Monti avrebbe deciso, seppur in extremis, di ridurre le aliquote dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche per tutti i redditi inferiori ai 15.000 euro ed ai 28.000 euro.

Le aliquote relative alla su indicata imposta, infatti, passeranno dal 23% al 22% per i redditi inferiori ai 15.000 euro e dal 28% al 27% per i redditi inferiori ai 28.000 euro consentendo un risparmio annuo complessivo, a molte famiglie italiane, pari a 200 euro.

DETRAZIONI E DEDUZIONI

Il Governo Monti, anche allo scopo di tagliare gli sprechi e conseguire il pareggio di bilancio entro la fine del 2013, avrebbe altresì deciso di ridurre detrazioni e deduzioni per tutti i redditi eccedenti i 15.000 euro (tutti i redditi inferiori ai 15.000 euro, invece, manterranno inalterati gli attuali benefici fiscali).

In particolar modo, stando a quanto dichiarato dal Governo Monti, le detrazioni concesse saranno equivalenti a soli 3.000 euro l’anno mentre le deduzioni, con la sola esclusione delle spese mediche e sanitarie, verranno concesse solamente per importi superiori ai 250 euro.

Photo Credits | Getty Images

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