Corte dei Conti boccia riforma fiscale

di Vito Verna 2

La Corte dei Conti ha mal giudicato la riforma fiscale che si concentra sulla riduzione delle agevolazioni piuttosto che sulla tassazione dei patrimoni reali.

Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, avrebbe definitivamente bocciato, riferendo oggi sull’argomento presso la commissione Finanza della Camera dei Deputati, il ddl delega al governo per le riforme fiscali e previdenziali che, oltre ad essere impreciso nelle proprie definizioni, è stato giudicato irrealizzabile, poiché eccedente la copertura finanziaria attualmente disponibile, nonché sbagliato, nelle intenzioni date dal legislatore, poiché causerebbe ulteriori rallentamenti alla crescita economica, di cui l’Italia ha un disperato bisogno per il raggiungimento degli ambiziosi target fissati dalla manovra finanziaria 2011, o una vera e propria recessione.


All’ordine del giorno, infatti, sono finite le agevolazioni fiscali 2011 e, più in generale, tutte le agevolazioni solitamente concesse dal governo del Bel Paese che, a breve, rischiano di subire un taglio lineare ed indiscriminato causando una possibile recessione.

Inoltre, sebbene una decisione di codesto tipo sia, com’è naturale, politica, non esisterebbero i presupposti finanziari per l’applicazione della suddetta riforma giacché moltissime delle entrate previste nei prossimi anni dovranno coprire l’ingente decreto legge 13 agosto 2011 n° 138 e, dunque, si ritroverebbe scoperta e spiazzata.

Sarebbe meglio, come affermavamo noi nel nostro articolo “L’economia reale continua a crescere“, farla finita con la proposta di soluzioni inadeguate e temporanee, a carico delle fasce medio basse della popolazione, per cercare di tassare il più possibile, ma in maniera equa, congrua ed intelligente, i beni reali o personali tralasciando, per il momento, le imprese o il reddito.

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