Riforma del mercato del lavoro: contratto di apprendistato

di Vito Verna Commenta

Ciò potrà in futuro venir definitivamente scongiurato poiché la riforma del mercato del lavoro dovrebbe riuscire ad obbligare i datori di lavoro di tutta Italia sia ad assumere solamente un determinato numero di apprendisti sia a riqualificarne una buona parte alla scadenza del proprio contratto di apprendistato.

Riforma del mercato del lavoro: contratto di apprendistato

Una delle modiche più importanti che la riforma del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero avrebbe introdotto nel mercato del lavoro italiano riguarderebbe, come ci si potrebbe facilmente attendere, le più differenti tipologie contrattuali che, naturalmente, avrebbero subito profonde e radicali trasformazioni che li avrebbero portati ad essere, stando a quanto in più occasioni ribadito dal Governo Monti, strumenti di contrasto alla precarietà pur favorendo, più che mai, sia la flessibilità in entrata che la flessibilità in uscita.

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Ciò parrebbe essere particolarmente vero soprattutto in relazione al contratto di apprendistato che, importantissimo per milioni di giovani italiani, poiché unica e reale via di accesso al lavoro e, soprattutto, alla sottoscrizione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sarebbe purtroppo diventato, per lo meno negli ultimi anni, fonte di incertezza e precarietà sia per l’impossibilità dei datori di lavoro di confermare o migliorare il contratto dei propri apprendisti sia per la volontà dei datori di lavoro di sfruttare l’apprendistato per ottenere manodopera a basso costo così da non sentire la necessità di assumere, immediatamente, personale qualificato.

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Ciò potrà in futuro venir definitivamente scongiurato poiché la riforma del mercato del lavoro dovrebbe riuscire ad obbligare i datori di lavoro di tutta Italia sia ad assumere solamente un determinato numero di apprendisti sia a riqualificarne una buona parte alla scadenza del proprio contratto di apprendistato.

A partire dal 2013, per esempio, il rapporto tra dipendenti qualificati regolarmente assunti a tempo indeterminato ed apprendisti, allo scopo di ridurre le attuali ed indiscriminate assunzioni di personale apprendista, verranno modificate come di seguito:

– 2 apprendisti ogni 3 dipendenti qualificati per tutte le aziende oltre i 15 dipendenti

– 1 apprendista ogni dipendente qualificato per tutte le aziende sotto i 10 dipendenti

– 0 apprendisti ogni 3 dipendenti qualificati per aziende senza maestranze qualificate.

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A ciò si aggiungerà, come ribadito poc’anzi, l’obbligatorietà dell’assunzione alla scadenza del contratto di apprendistato che, per le aziende il cui effettivo personale superi le 15 unità, riguarderà almeno il 50% di tutti gli apprendisti assunti negli ultimi 3 anni di attività.

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