Elezioni 2013: Berlusconi al Memoriale della Shoah

di Ranieri Commenta

Sortita imprevista del cavaliere Silvio Berlusconi che ieri, in piena campagna elettorale (leggi anche: Elezioni 2013: la campagna elettorale di Monti), e senza alcun preavviso, è piombato alla stazione Centrale di Milano per partecipare alle celebrazioni per la giornata della Memoria. Una visita privata e pubblica al tempo stesso: privata in quanto Berlusconi non era stato invitato e un suo intervento non faceva parte di nessun ordine del giorno. Pubblica nel senso che gli inviati di tutta la stampa nazionale erano ieri alla stazione di Milano.

Berlusconi assolve (parzialmente) Mussolini

Ieri, come ogni 27 gennaio, il memoriale della Shoah prevedeva il raduno intorno al binario 21 della Stazione Centrale di Milano per ricordare tutti i deportati che lasciarono Milano da quel binario diretti ai campi di concentramento. A noi interessa però la visita del cavaliere che non ha saputo, o meglio, non ha voluto resistere alla tentazione dei numerosi cronisti presenti. Da qui un piccolo comizio improvvisato. I contenuti sono di difficile individuazione dato che il cavaliere è passato dal presente al passato con spregiudicata disinvoltura. Sul passato, ha assolto in parte Mussolini che preferì allearsi alla Germania piuttosto che soccombere. Sul presente, l’attacco alla Germania che, ancora oggi, deve tener sempre bene a mente la propria responsabilità per la Seconda guerra mondiale e per lo sterminio degli ebrei.

La strategia di comunicazione di Berlusconi

Ovviamente la mossa del leader del Pdl nasce da una strategia politica e mediatica e rappresenta una tappa non meno importante di Elezioni 2013: le liste del Pdl. Si tratta di una strategia che ruota attorno ad un concetto semplice, vale a dire il tentativo di sfruttare ogni occasione possibile con la stampa – e il cerimoniale per la giornata della Memoria è una potentissima cassa di risonanza – e al di fuori delle logiche del contraddittorio e della par condicio. Si tratta dunque di una strategia quasi più quantitativa che qualitativa, volta a parlare il più possibile anche senza la misura e la profondità giusta negli interventi. Se, infatti, ieri Berlusconi ha goduto di un’insperata esposizione mediatica rispetto ai suoi oppositori, è altrettanto vero che il coro di dissenso che i suoi oppositori hanno mosso sul contenuto delle sue affermazioni è stato altrettanto fragoroso.

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