Le difficoltà del PD

di Ranieri Commenta

 

Le spaccature all’interno del Partito Democratico sono ormai sempre più visibili. E rappresentano, al momento e allo stato delle cose, una ferita che appare difficilmente rimarginabile. O meglio, una ferita rimarginabile sì, ma a caro prezzo, vale a dire con lo spettro della scissione oppure con la capacità gestionale di sopportare sempre più frequenti fronde interne.

Il fattore Renzi

Ovviamente, in maniera intuibile, un peso specifico notevole nell’acuire le suddivisioni interne al Partito Democratico lo hanno avuto le dichiarazioni e le mosse di Matteo Renzi che, negli ultimi giorni, in più di un’occasione, ha attacco la classe politica italiana chiamata al governo dai risultati delle elezioni del 24 e del 25 febbraio. E, nell’ambito dei suoi attacchi, molti sono stati quelli lanciati proprio contro Bersani. Ma i contrasti all’interno del Partito Democratico non si limitano solo alla possibile scissione di Renzi e dei renziani, scissione che per quanto ipotetica, porterebbe via a Bersani una grossa fetta di consenso (leggi anche: Scissione Renzi – Bersani?).

L’apertura di Franceschini

Una nuova faglia sulla quale potrebbe crearsi un nuovo fronte di rottura è quella che parte da Franceschini. A conti fatti è una faglia che ha origine più a monte, vale a dire in seguito alle otto proposte choc per le sorti del nostro Paese lanciate nel pomeriggio di sabato scorso dal leader del Popolo delle Libertà. Si tratta di proposte su cui Franceschini  ha accettato il confronto senza che il leader Bersani avesse dato un indirizzo di partito generale (leggi: Le otto proposte di Berlusconi).  Secondo indiscrezioni attendibile e attraverso le cosiddette voci di corridoio pare che la resa dei conti sia prossima anche in seno al Pertito Democratico. E che il timore dell’implosione stia arrovellando il leader Pierluigi Bersani ormai da tempo. Ovviamente, è ragionevole pensare che si tratta di voci non ufficiali e che presto pioveranno le smentite di rito, eppure mai il Partito Democratico era apparso così vulnerabile agli attacchi esterni e alle correnti interne.

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