Riforma del sistema previdenziale del Governo Monti

di Vito Verna Commenta

La riforma previdenziale del Governo Monti si concentrerà, in particolar modo, su aliquote contributive, metodo contributivo pro rata ed età pensionabile.

Lunedì 5 dicembre 2011, come largamente anticipato in questi giorni, si riunirà, a poco meno di un mese dalla nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio dei Ministri, il primo Consiglio dei Ministri effettivamente operativo e il cui scopo sarà quello, tra gli altri, di stabilire una linea d’azione che porti, nel minor tempo possibile, all’approvazione del primo pacchetto di misure del Governo Monti.

Questo primo pacchetto, come intuito dal nostro blog e da altri importanti quotidiani nazionali e locali, sarebbe dovuto servire, molto semplicemente, a dare uno scossone all’Italia ed all’Europa, così da riportare sulla giusta strada la prima e dare un forte segnale di ripresa alla seconda.

Le riforme strutturali, si affermava, sarebbero giunte in un momento successivo.

IL GOVERNO MONTI STA LAVORANDO ALLA NUOVA MANOVRA

Eppure, stando alle ultime indiscrezioni lasciate trapelare da Palazzo Chigi, sembrerebbe che le pressioni esercitate sul Governo Monti, sia in campo internazionale che nazionale, abbiano ottenuto l’effetto sperato poiché, al fine di accelerare i tempi del cambiamento promesso da Mario Monti e dalla propria squadra, lunedì si discuterà, tra le altre cose, di riforma previdenziale e si farà, purtroppo, stringendo i cordoni della borsa, peraltro già esigua, dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

LEGGE DI STABILITÀ FINANZIARIA 2012

I dettagli, naturalmente, non si conoscono con esattezza sebbene, stando anche a quanto dichiarato, con furore, dai sindacati, nuovamente riunitisi sotto un’unica bandiera, si potrebbe supporre come la futura riforma di Elsa Fornero potrebbe svilupparsi attorno ai seguenti punti cardine:

aliquote contributive (per le quali, forse, potrebbe essere stato previsto un adeguamento)

metodo contributivo pro rata (le pensioni verranno calcolate solamente in base a i contributi già versati dal lavoratore e non più come media tra quanto versato e quanto percepito a titolo di retribuzione)

età pensionabile (la pensione arriverà, salvo differenti indicazioni, sempre più tardi e con un sempre maggior numero di anni di contribuzione alle spalle)

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