Sacrificio o fallimento le alternative italiane

di Vito Verna Commenta

Le idee del Governo Monti per uscire dalla crisi sono drastiche. L'alternativa, però, è il fallimento dell'Italia.

Ciò che a Mario Monti, sicuramente, non si può rimproverare, è la lentezza di azione o di pensiero, la pigrizia e la compiacenza che, a molti uomini politici del passato, certamente non sono mancate.

Domani, come largamente anticipato, si terrà il primo Consiglio dei Ministri pienamente operativo alla fine del quale si conosceranno, finalmente, le tragiche misure che l’Italia dovrà adottare per cercare di superare la crisi da debito sovrano cui la nostra nazione, insieme alle principali europee, si trova invischiata ormai da molto tempo.

Per questo motivo, in questi giorni, Mario Monti sta incontrando tutti i principali leader politici italiani, nonché le parti sociali ed istituzionali, quali Confindustria, rappresentata come sappiamo da Emma Marcegaglia, per cercare di analizzare nel migliore dei modi la situazione ed elaborare soluzioni che siano condivise nonché efficaci.

PROPOSTE CONCRETE PER USCIRE DALLA CRISI

Purtroppo, come dichiarato da Mario Monti in questi giorni, le alternative a disposizione dell’Italia sono semplicemente due, ovvero, la recessione, seguita da un default che trascinerebbe con sé qualsiasi altra nazione europea, oppure l’emanazione di riforme che, per quanto tragiche possano sembrare, e per quanto richiedano, per la propria applicazione, il sacrificio della maggior parte della popolazione, potrebbero contribuire alla salvezza del nostro Paese.

MARIO DRAGHI SULLA CRISI DELL’EUROZONA

Da questa due giorni di consultazione, comunque, sarebbe emerso come, con ogni probabilità, il Governo monti deciderà, nei prossimi giorni, di aumentare di un punto percentuale ogni aliquota IVA, ovverosia anche quelle ridotte del 4 e del 10% sebbene, per il momento, sarebbe stata accantonata l’idea di una patrimoniale.

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