Silvio Berlusconi e le elezioni ad ottobre 2012

di Vito Verna Commenta

L'ex Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi sarebbe tornato a parlare di alcune delicatissime questioni.

Silvio Berlusconi e le elezioni ad ottobre 2012

L’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in occasione dell’incontro, tenutosi presso la Camera dei Deputati, con tutti i coordinatori delle sezioni regionali del Popolo della Libertà (il partito che, a suo tempo, sancì l’unione tra le forze del centrodestra di Forza Italia e della destra di Alleanza Nazionale), sarebbe tornato a parlare di alcune delicatissime questioni quali, a titolo d’esempio, la possibilità, mai veramente accantonata dall’attuale maggioranza, delle elezioni anticipate, della possibilità di vittoria, anche e soprattutto grazie all’attuale legge elettorale, della sinistra italiana, della necessità di rinnovamento in seno al PdL che, oltre a rinnovarsi, per così dire, esteticamente, dovrebbe innanzitutto cercare di riallacciare i rapporti con l’ala più moderata dello schieramento parlamentare allo scopo di divenire il partito simbolo dei cittadini italiani moderati che, ancora oggi, rappresenterebbero la maggioranza della popolazione.

I PROCESSI DI BERLUSCONI

Silvio Berlusconi, in particolare, avrebbe per l’ennesima volta tenuto a precisare che, nel caso se ne presentino le condizioni, il Popolo della Libertà sarebbe disponibilissimo ad andare alle urne, in netto anticipo rispetto ai tempi previsti, sin da ottobre 2012.

SENTENZE FUTURE SILVIO BERLUSCONI

Un caso come questo, sempre secondo Silvio Berlusconi, sarebbe comunque da scongiurare poiché, alle attuali condizioni politiche, economiche, finanziarie e sociali, la vittoria della sinistra, come starebbe accadendo, tra le altra cose, nel corso delle elezioni presidenziali francesi, non potrebbe che esser scontata.

PROCESSI A SILVIO BERLUSCONI

Infine, come poc’anzi anticipato, Silvio Berlusconi avrebbe ribadito la necessità di rinnovamento delle attuali forze politiche sostenendo che: “l’acronimo Pdl non suscita emozione, quindi al prossimo congresso sottoporremo un altro nome per il partito che resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee”.

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