Stipendi dei politici dimezzati con la Finanziaria 2011

di Elena Botta Commenta

Parlando ancora della Manovra Finanziaria 2011 che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha presentato ieri al Consiglio dei Ministri, in cui è stata introdotta anche una norma per regolamentare un bollo per le auto con la cilindrata superiore ai 170 CV, oltre che al blocco delle assunzioni presso le amministrazioni pubbliche fino al 2013, i tagli nella scuola e l’introduzione del ticket per le prestazioni ambulatoriali per coloro i quali ne sono esenti, sarà anche presente una riduzione degli stipendi dei nostri politici.



Il ministro Tremonti per ora però ha soltanto parlato di ottimizzazioni delle spese, in modo da sanare il debito pubblico, mentre la Cei, tramite il presidente della commissione della Cei per i problemi sociali, intervistato qualche giorno fa, avrebbe dichiarato che sarebbe fondamentale per la classe politica dare un taglio netto alle proprie spese, per fare in modo che si sviluppi una consapevolezza riguardo le priorità delle persone comuni, che loro hanno il compito di rappresentare.
Il presidente della commissione della Cei, inoltre, sottolinea l’importanza di questo gesto affinchè serva a dare un segnale visibile e tangibile (ma soprattutto possibile), che dia di nuovo una credibilità alla politica stessa.
Il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni, qualche giorno fa, durante la manifestazione nazionale organizzata da Cisl e Uil sul fisco dal titolo: ”Subito la riforma fiscale, legge quadro per la non autosufficienza, lavoro e crescita” ha dichiarato che è necessario che vengano ridotti del 40 per cento gli stipendi dei deputati e quelli dei senatori poichè sono il doppio di quelli degli altri politici europei.

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