Liberalizzazione porterà alla contrazione dei consumi

di Vito Verna Commenta

La Confesercenti dichiara come la liberalizzazione porterà ad un'importante contrazione dei mercati.

La questione che, più di ogni altra, sta tenendo oggi banco in Italia, è quella della valutazione della manovra salva-Italia che, nella giornata odierna, ha scatenato l’ennesimo sciopero a causa delle accuse di iniquità portate avanti dalle principali sigle sindacali italiane, preoccupate che una tale serie di provvedimenti, se non verrà modificata al più presto, potrebbero arrivare a pesare esclusivamente sui lavoratori.

Ciò potrebbe davvero essere vero, secondo i primi dati ufficiali sulla problematica rilasciati da Confesercenti, nel caso in cui si analizzi la situazione italiana dal punto di vista delle PMI italiane del settore commerciale in relazione alla massiccia liberalizzazione cui si andrà incontro a partire dal 2013.

La tesi sostenuta da Confesercenti, rilasciata alla stampa dal presidente dell’associazione nei giorni scorsi, è quella che la deregulation della manovra salva-Italia inciderà, per oltre 4 miliardi di euro da oggi al 2015, sul bilancio tutt’altro che positivo dei piccoli commercianti italiani.

Ciò dovrebbe tradursi, anche in considerazione della fortissima contrazione delle vendite rilevate dal 2006 ad oggi all’interno dell’intero settore (-16% per quanto riguarda le PMI e – 7,2% per quanto riguarda la GDO), nella chiusura di oltre 75.000 esercizi commerciali ovverosia, parlando di persone, di oltre 190.000 licenziamenti.

In definitiva, secondo quanto dichiaratamente espresso da Confesercenti, la liberalizzazione non porterà al settore commerciale i benefici che ci si aspetta che porti o che ha già dimostrato di portare in differenti settori poiché, piuttosto che favorire i consumi, contribuirà esclusivamente alla chiusura di molti importanti, per quanto piccoli, esercizi commerciali.

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