Il processo Mediaset continua

di Ranieri Commenta

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Nuova puntata nell’ambito delle ventennali vicende giudiziarie dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’attuale leader del Popolo della Libertà e della coalizione di centrodestra che ha guidato con successo alle ultime elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio stamattina ha vissuto un’altra mattinata di cronaca giudiziaria. Data la lunga serie di procedimenti pendenti in capo a Silvio Berlusconi tra condanne e assoluzioni, tra primo, secondo grado o passate in giudicato, occorre sempre la massima chiarezza: stamattina era la volta del processo Mediaset.

La decisione della Corte d’Appello di Milano

La notizia di stamattina che viene direttamente dal Palazzo di Giustizia di Milano è molto semplice nella sua estrema sintesi: il processo Mediaset sui diritti tv in cui il principale imputato è proprio il cavaliere Silvio Berlusconi non verrà interrotto ma, al contrario, andrà avanti secondo il calendario giudiziario già precedentemente fissato. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appella di Milano nella persona della presidentessa del collegio di toghe Alessandra Galli. La difesa del cavaliere aveva chiesto l’interruzione del processo fino alla pronuncia della Corte Costituzionale in merito al conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione ad un legittimo impedimento rilevato dalla Presidenza del Consiglio. Una vicenda ben diversa da quella che comunque sta catalizzando l’attenzione dei media su Milano quale l’Expo (leggi anche: Expo2015: Sala commissario unico).

La pronuncia della Corte Costituzionale non è decisiva

Significa che la Presidenza del Consiglio aveva richiesto il legittimo impedimento che non è stato accolto, di qui la richiesta di una pronuncia ad hoc della Corte Costituzionale. Ma, secondo i giudici della Corte di Appello di Milano, la pronuncia in merito della Corte Costituzionale non sarà in nessun modo decisiva per le sorti del processo. Di qui la ripresa delle arringhe degli avvocati Nadia Galetto e Daniele Lorenzano e poi, dopo la camera d consiglio, la sentenza che, ormai, non dovrebbe farsi molto attendere. Per completezza di informazione occorre ricordare che Silvio Berlusconi in primo grado è stato condannato per frode fiscale a quattro anni di reclusione in un momento in cui l’Italia rimane sempre nell’occhio del ciclone (leggi anche: Le richieste di Bruxelles a Letta).

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