Le nozze gay in Francia

di Ranieri Commenta

Primo significativo passo verso il matrimonio omosessuale ieri in Francia. L’Assemblea nazionale ha votato sì al primo articolo del progetto di legge che riguarda il matrimonio per tutti e che, di fatto, apre alle nozze omosessuali. Il voto dell’Assemblea ha riguardato esclusivamente il primo articolo ma la rilevanza simbolica, oltre che la portata contenutistica del primo articolo, segnano una svolta epocale. Voto sull’intero testo il 12 febbraio.

Il progetto di legge sul matrimonio per tutti

Procediamo con ordine analizzando in primo luogo due questioni, vale a dire cosa dice il primo articolo e chi ha votato a favore e chi contro. Il primo articolo contiene in sé il senso dell’intero progetto di legge in quanto afferma che “il matrimonio è contratto da due persone di sesso differente o dello stesso sesso”. Per quanto riguarda invece la distribuzione dei voti all’interno dell’Assemblea nazionale le posizioni assunte negli scorsi mesi non hanno lasciato spazio a sorprese dell’ultima ora. Hanno votato sì: il Front de gauche, i socialisti e gli ecologisti. Contro i parlamentari dell’area Ump e la larga maggioranza dei centristi che hanno raccolto gli umori di molti francesi scesi in piazza nelle settimane scorse (leggi: La Francia contro i matrimoni gay).

Le critiche alle nozze gay in Francia

Diventa a questo punto interessante analizzare motivazioni e, ancor di più, controproposte dell’Ump e, in generale, del fronte dei contrari al progetto di legge sul matrimonio per tutti. Le idee sono varie: in primo luogo c’è stato il tentativo – poi bocciato dall’Assemblea – di far passare una distinzione tra il matrimonio eterosessuale e l’unione tra coppie omosessuali dando a quest’ultimo il nome di alleanza civile. Ed ancora, altro tentativo bocciato, la proposta dell’Ump di inserire una clausola di coscienza per sindaci e funzionari dello stato civile che, esercitandola, avrebbero potuto rifiutare un matrimonio omosessuale. Le critiche al progetto di legge sul matrimonio per tutti hanno superato i confini francesi e in Italia ha preso la parola Bagnasco. Il presidente della Cei, che una propria posizione politica l’aveva già espressa in settimana (leggi: I vescovi stanno con Monti), ha stigmatizzato con estrema durezza il progetto francese evidenziando l’estrema pericolosità delle sue conseguenze.

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