Rifondazione verso la spaccatura

di Giuseppe Aymerich Commenta

Facciamo un passo indietro: il quotidiano di partito, da tempo in crisi profonda di vendite, viene investito..

Ennesima scissione alle porte per una sinistra radicale da mesi in caduta libera di consensi e di idee per un rilancio.
La lunga e complessa vicenda del quotidiano “Liberazione” sta infatti portando alle estreme conseguenze lo scontro fra il segretario Paolo Ferrero e il suo rivale Nichi Vendola, governatore della Puglia.

Facciamo un passo indietro: il quotidiano di partito, da tempo in crisi profonda di vendite, viene investito da un profondo progetto di rinnovamento fortemente voluto da Ferrero, che pone come primo obiettivo la sostituzione del direttore Piero Sansonetti.


Poiché lo stesso Sansonetti firma da tempo editoriali al vetriolo contro la segreteria di Rifondazione Comunista suggerendo un rinnovamento in chiave socialdemocratica per il partito, non è certo peregrina l’idea che il siluramento sia in realtà dovuto a ragioni politiche e non economiche. Ferrero, come noto, vede per PRC un ritorno alle sue radici originarie.

Ma al fianco di Sansonetti si è schierato Vendola, sconfitto di misura alle recenti elezioni per la segreteria, e con lui tutti i suoi fedelissimi, fra cui il padre nobile del partito, Fausto Bertinotti. Per Vendola, la vicenda di Liberazione è l’occasione per chiudere i conti con Ferrero, cui le distanze sono ormai molto profonde. Vendola ha invece avviato contatti con la Sinistra Democratica di Mussi e con altri pezzi sparsi di quello sterminato arcipelago che è oggi la sinistra italiana. Un arcipelago in cui potrebbe aggiungersi dunque una nuova isoletta, che però ha le potenzialità per sottrarre a Rifondazione una buona metà dei suoi voti.


Per Vendola, “una storia si è ormai compiuta, finita dentro una prigione di risentimenti”. Ma per il governatore, la storia del comunismo italiano non è affatto conclusa: “l’utopia dell’uguaglianza continuerà a camminare lungo le strade della politica”.

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