Anche la Francia dice no al nucleare

di Elena Botta 1

Sembra incredibile, ma adesso anche la vicina Francia sta ritrattando sull’energia nucleare a fronte del disastro di Fukushima dell’11 marzo scorso.
Nel paese che sembrava essere il baluardo del nucleare, dove l’energia prodotta con la fusione dell’atomo è un affare irrinunciabile, sembra che qualcosa si stia muovendo in favore di energie più pulite.
Dopo lo stop della Germania al nucleare, ora sembra la volta della Francia in quanto i socialisti (che sempre si sono schierati a favore delle centrali) stanno finalmente cambiando la posizione in merito.



La Francia attualmente è al terzo posto nel mondo per la produzione di energia nucleare (dopo Stati Uniti e Giappone) con 58 reattori in funzione e i socialisti si sono sempre schierati da questa parte poichè è un’azienda in espansione di proprietà dello Stato; questa decisione però scaturisce a fronte probabilmente del trend generale di tutto il pianeta, che sembra finalmente aver scelto di non voler più le centrali nucleari pericolose per l’uomo e l’ambiente.
E così, visto che ormai le elezioni sono dietro l’angolo, i socialisti stanno cercando di aggiudicarsi i voti degli elettori per insediare al governo un rivale di Sarkozy.
Quindi alla fine della fiera, l’unico rimasto con la stessa idea di costruire le centrali atomiche è Berlusconi (ma si sa, i cretini non cambiano mai le loro opinioni) e c’è da sperare che gli italiani il 12 ed il 13 giugno vadano a votare contro il nucleare, perchè sennò a quel punto saremo rimasti solo più noi in tutta Europa.
Poi tanto questo fine settimana pioverà, dicono gli esperti, quindi gli elettori si recheranno alle urne e non in spiaggia.

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