Pacchetto-clima: la posizione del Governo italiano (2)

di Giuseppe Aymerich Commenta

I motivi della contrarietà di questi Paesi sono evidenti: si tratta di economie molto fragili, non in grado di affrontare i pesanti..

inquinamento da nucleare

Accanto a tutti i temi sollevati, già espressi da tempo, il nostro capo del Governo Silvio Berlusconi ha messo in luce al recente Consiglio europeo altri due fattori nuovi, che hanno rafforzato ulteriormente la sua complessiva contrarietà al pacchetto-clima, almeno per così come oggi è formulato.

Innanzitutto, Berlusconi pone l’accento sulla gravissima e duratura crisi finanziaria dall’entità ancora incalcolabile, che già dì per sé mette in pesante difficoltà qualunque impresa, rendendola dunque ancora più impreparata a sopportare gli oneri legati alle misure contro l’emergenza climatica.


Ma c’è anche un secondo fattore da non sottovalutare, e cioè che in questi giorni all’Italia si sono affiancate ben nove altre nazioni. Si tratta per lo più di Paesi provenienti dall’ex blocco di Varsavia e capitanati dalla Polonia, il cui premier è forse persino più agguerrito di Berlusconi sul tema.

I motivi della contrarietà di questi Paesi sono evidenti: si tratta di economie molto fragili, non in grado di affrontare i pesanti oneri della riconversione industriale, e oltretutto la principale fonte energetica di quelle nazioni è il carbone, il cui utilizzo dovrebbe secondo Bruxelles venire drasticamente ridimensionato.


Il nostro Presidente del Consiglio segnala dunque che la posizione del Governo italiano non è affatto isolata in Europa, e si prepara a dare battaglia.

A dicembre si aprirà il tavolo tecnico che dovrà indicare le misure precise da adottare per soddisfare gli obiettivi del piano “20-20-20”: in quella sede, l’Italia e i suoi alleati chiederanno una maggiore flessibilità del piano e una più equa ripartizione dei costi.

Berlusconi ha dichiarato che è sua intenzione giungere ad un nuovo accordo che sostituisca il precedente e che accontenti tutti; ma ha anche dichiarato che se così non avverrà, sarà pronto ad utilizzare il suo diritto di veto.

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