Il trionfo di Hollande e la nuova Europa

di Vito Verna Commenta

Francois Hollande è stato decretato, nella notte tra domenica 6 maggio 2012 e lunedì 7 maggio 2012, Presidente della Repubblica francese con il 51,67% delle preferenze.

Il trionfo di Hollande e la nuova Europa

Francois Hollande, provinciale e tenace leader del partito socialista francese che ha saputo focalizzare l’attenzione su di sé e sul cambiamento che, in questi mesi di campagna elettorale, avrebbe promesso a favore della Francia, dei francesi e degli europei, piuttosto che sugli errori del proprio partito o gli scandali riguardanti l’allora carismatico DSK, è stato decretato, nella notte tra domenica 6 maggio 2012 e lunedì 7 maggio 2012, Presidente della Repubblica francese con il 51,67% delle preferenze.

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Merito, naturalmente, del dibattito televisivo di qualche giorno fa, durante il quale il Presidente uscente Nicolas Sarkozy non sarebbe riuscito a sferrare l’attacco decisivo ai danni di un convincente Francois Hollande che, in ben 16 occasioni (Moi, President), si sarebbe già visto nei panni del futuro Presidente della Repubblica, ma anche, e soprattutto, dell’evidentissima tensione sociale e della rabbia popolare che, al primo turno, avrebbero fatto perdere decisamente moltissimi punti a Sarkozy a favore dei leader dell’estrema destra Marine Le Pen e dell’estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon.

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Francois Hollande, meglio di quanto avrebbero saputo fare i leader dei partiti greci maggiormente democratici e moderati (ovverosia Nuova Democrazia e Movimento Socialista Panellenico), sarebbe riuscito a convogliare e concentrare su di sé, e sulla propria, validissima, proposta politica di rinnovamento e cambiamento a favore di ognuno degli oltre 65 milioni di cittadini francesi economicamente e finanziariamente debilitati, schiacciati dal peso delle decisioni, sciagurate ed antidemocratiche, di Nicolas Sarkozy, la succitata rabbia trasformandola in energia positiva che, a nostro avviso, non segna il punto di confine e di passaggio da una determinata epoca storica ad un’altra epoca storica ancora in costruzione bensì, semplicemente, non fa altro che certificare un cambiamento, che giudichiamo e speriamo positivo, che sarebbe già in atto.

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