La Lega dice no ai bombardamenti in Libia ed è crisi di Governo

di Elena Botta Commenta

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha specificato che non serve il voto delle camere per approvare o bocciare la decisione del premier Silvio Berlusconi di bombardare la Libia al quarantesimo giorno dall'inizio della guerra.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha specificato che non serve il voto delle Camere per approvare o bocciare la decisione del premier Silvio Berlusconi di bombardare la Libia al quarantesimo giorno dall’inizio della guerra.
Così Berlusconi risponde “Obbedisco!” all’Alleanza Atlantica e a Barack Obama in persona, durante una lunga telefonata avvenuta durante la serata di ieri; peccato però che Berlusconi avesse dichiarato a spada tratta, all’inizio del conflitto, che i tornado italiani non avrebbero sganciato nessuna bomba e a ricordarsene non sono stati i pacifisti o l’opposizione, bensì la Lega Nord che, per bocca del ministro Calderoli ,fa sapere che proprio non ci sta ad un intervento armato in Libia, ma che anzi, vorrebbe togliere i soldati dal Libano per proteggere le frontiere dagli immigrati.



Ma il ministro della difesa Ignazio La Russa tuona come Thor e dice che non ci saranno bombardamenti indiscriminati, ma saranno missioni con missili di precisione verso obiettivi specifici; ora però è capire come la prenderà il Colonnello Gheddafi che vantava un amicizia con il nostro paese, o meglio con Berlusconi, che però ha deciso di battere a tappeto la Libia per stanarlo, bombardando in ogni dove (ma sempre seguendo obiettivi specifici).
E mentre il Papa a Pasqua ha chiesto che la diplomazia prevalga sulle armi, il premier ha preferito far la parte del leone e passare al centrattacco per farsi vedere dalla Coalizione.
C’è poi da sottolineare che la Nato non sembri proprio della stessa politica di La Russa con i suoi obiettivi mirati, ma sembri più vicino al bombardamento indiscriminato e che quindi non rispecchi particolarmente le parole del ministro della Difesa.
Intanto, aspettando la prossima crisi di governo, vediamo se Gheddafi ha intenzione di rispondere al suo ormai dichiarato ex amico Silvio Berlusconi, che se lo insultasse non avrebbe poi tutti i torti.

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