Il problema dei precari della scuola pubblica

di Gianni Puglisi Commenta

Diritto, è giusto ribadirlo, acquisito però, nella maggior parte dei casi, oltre 10 anni fa grazie alla propria partecipazione all'ultimo concorso indetto dalla scuola pubblica per l'assunzione di nuovi insegnanti.

La scuola pubblica italiana, purtroppo, oggi non riesce a funzionare come dovrebbe, non riesce a tenere il passo con i più differenti sistemi educativi europei ed è, con ogni probabilità, alla base dell’incontenibile ed inarrestabile aumento dello spread tra il valore dei nostri titoli di Stato ed i titoli di Stato tedeschi.

DIMENSIONAMENTO SCUOLA PUBBLICA ENTRO GENNAIO 2012

Problemi, questi ultimi, già in più di un’occasione dibattuti, anche dalle pagine di Politikos, che oggi tornano con forza all’attenzione dell’opinione pubblica a causa del concorso recentemente indetto dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo che andrà ad assegnare ben 12.000 posti di lavoro.

LA SCUOLA RIPARTE SENZA SOLDI

Ciò, com’è evidente ed immediatamente comprensibile, avrebbe fatto letteralmente infuriare gli attuali precari della scuola (ai quali sarebbero comunque stati riservati ben 12.000 posti di lavoro per un totale complessivo, nel corso dell’anno scolastico 2012-2013, di ben 24.000 nuove assunzioni) che si sarebbero visti privare del diritto a venir assunti prima di coloro i quali verranno assunti grazie all’imminente concorso.

I PRECARI DELLA SCUOLA IN UN REALITY

Diritto, è giusto ribadirlo, acquisito però, nella maggior parte dei casi, oltre 10 anni fa grazie alla propria partecipazione all’ultimo concorso indetto dalla scuola pubblica per l’assunzione di nuovi insegnanti.

Resta ora il problema, irrisolvibile secondo la nostra personale opinione, di capire se abbiano più ragioni i vecchi precari piuttosto che i nuovi insegnanti.

Problema che, più che dalla parte degli insegnanti o dei precari, dovrebbe venir valutato dalla giusta prospettiva che, com’è ovvio aspettarsi, dovrebbe essere quella della qualità dell’insegnamento fruito quotidianamente da milioni di studenti italiani.