Guerra di numeri sulla manifestazione del PD

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L’attenzione di Veltroni e degli altri oratori si è concentrata soprattutto sui temi caldi del momento, dalla scuola..

Annunciata già da mesi, si è tenuta sabato 25 la prima manifestazione di piazza del Partito Democratico dopo le elezioni. Fortemente sostenuta dal segretario Walter Veltroni, sono convenuti al Circo Massimo di Roma i fedelissimi del PD provenienti da ogni parte d’Italia.

L’attenzione di Veltroni e degli altri oratori si è concentrata soprattutto sui temi caldi del momento, dalla scuola al precariato fino all’emergenza-salari. Non è mancata una frase ad effetto riportata da tutti gli organi di stampa: “L’Italia è un Paese migliore della Destra che lo governa”.


Le dure parole di Veltroni hanno ottenuto il plauso dell’amico-nemico Antonio Di Pietro, che sottolinea come l’opposizione portata avanti oggi dal PD non si distingua più da linea intransigente cara al leader dell’Italia dei valori, che dunque auspica anche per il futuro una stretta alleanza fra i due partiti di opposizione.

Non è convinta invece l’UDC, che si mantiene critica verso ogni forma di opposizione portata nelle piazze e prende le distanze dal ritrovato asse Veltroni – Di Pietro.
Ma più che dei contenuti degli interventi sul palco o sulle conseguenze che tale manifestazione avrà sugli equilibri politici del centrosinistra, nelle ore successive all’evento si è discusso soprattutto di numeri.


Come solitamente accade, fra i dati forniti dagli organizzatori e quelli ufficiali pubblicati dalla Questura si ha una divergenza, ma stavolta si sfiora il paradossale: due milioni e mezzo di partecipanti secondo il PD, circa duecentomila secondo la Questura (meno di un decimo).
Una differenza clamorosa fra queste due stime, che ha suscitato la polemica da parte degli esponenti democratici e ha consentito ai portavoce della maggioranza di definire la manifestazione del Circo Massimo come un flop a tutti gli effetti.