Legittimo impedimento approvato alla Camera

E’ arrivato il via libera dalla Camera al cosiddetto provvedimento sul legittimo impedimento, che veniva votato proprio nel pomeriggio di ieri.

I voti favorevoli sono stati 316, i contrari 239 e gli astenuti 40. Subito dopo aver saputo il risultato del voto, in aula si è scatenato un putiferio, con lanci di palline di carta, urla, insulti, proteste e quant’altro, senza dimenticare i soliti cartelli di protesta.

Questo provvedimento ponte rimarrà in vigore per un massimo di 18 mesi, fino all’approvazione del Lodo Alfano bis per via costituzionale.

Ora spetta a Palazzo Chigi certificare il legittimo impedimento per premier e ministri a comparire in udienza.

Il provvedimento, scritto da Enrico Costa del Pdl, stabilisce che “ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo ad udienza successiva al periodo indicato”.

Secondo l’opposizione invece questa legge sarà una specie di autocertificazione che permetterà a premier e ministri di non comparire in aula se imputati, senza nessuna verifica sulla loro reale assenza.

In questo provvedimento c’è anche una piccola curiosità: il governo ha accolto gli ordini del giorno delle opposizioni che stabiliscono che non è legittimo impedimento la partecipazione a sagre, feste, fiere, meeting e incontri di partiti politici ecc…

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