Il tramonto del Berlusconismo

La fine del “quarto” Governo Berlusconi, che avvenga tra un mese o tra 10 giorni, dovrebbe essere ormai certa, e da più parti viene vista come qualcosa di più di un ciclo politico che ha esaurito gli argomenti in grado di convincere l’opinione pubblica.
L’intero “sistema azienda” portato avanti da quel lontano 1994, alla resa dei conti, ha mostrato tutte le sue crepe, i suoi limiti.
Quello che ci apprestiamo ad archiviare è il modello culturale che fin dagli anni ’80 ha imperversato, a partire dalle frequenze della cosiddetta TV “commerciale”

Berlusconi si dimette

“Trecentonove presenti, trecentootto favorevoli, un astenuto, la camera approva”: questa è la formula pronunciata dal presidente della camera Gianfranco Fini che ha sancito ieri sera la fine del governo Berlusconi, essendo venuta a mancare la maggioranza per l’ennesima volta.

Berlusconi non ha più la maggioranza e sale al Quirinale

Passa alla Camera, dopo avere già ottenuto l’approvazione del Senato, il Rendiconto Generale dello Stato, ma il Governo raccoglie solo 308 voti a favore, che in realtà salgono a 309 dal momento che un deputato deputato della maggioranza si era allontanato dall’aula e non ha potuto votare “sì” come era nelle sue intenzioni.
Tutti i gruppi dell’opposizione si sono astenuti, e alla fine della votazione il totale degli astenuti arrivava a 321. A questo punto il Governo non ha più la maggioranza assoluta alla Camera.

Domani il voto sul Rendiconto Generale dello Stato

Il primo scoglio che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l’Esecutivo in carica dovranno superare è l’approvazione in aula del Rendiconto Generale dello Stato, peraltro già bocciato lo scorso mese di ottobre.
Ma di cosa si tratta esattamente?
Il Rendiconto generale dello Stato, così come viene disciplinato in particolare dal titolo IV del Dl.g 279 del 1997,espone le risultanze delle entrate e delle spese nel conto del bilancio e, nel conto del patrimonio, le attività e le passività finanziarie e patrimoniali, nonché la dimostrazione dei punti di concordanza tra la contabilità del bilancio e quella patrimoniale.

Berlusconi non si dimette

E’ il tormentone di questi giorni:“si dimette?”, “non si dimette!”,”ha i numeri?”, “perde i pezzi!”.
Le voci si rincorrono e proprio quando sembra cosa fatta arriva la smentita, intanto la corsa a scommettere su quanto tempo ancora reggerà l’Esecutivo non si arresta. Dal canto suo il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sembra davvero deciso ad andare fino in fondo. Infatti nonostante anche i suoi più stretti collaboratori abbiamo ormai la percezione netta dell’assoluta debolezza della maggioranza, ammesso che questa ancora ci sia, quello che è certo è che non arriverà nessun “passo indietro”

Gli impegni presi dall’Italia al G20

Il Governo italiano lotta contro il tempo in questi giorni per cercare di recuperare quella credibilità che da più parti è stata messa in discussione ultimamente.
Proprio questo è il motivo che ha spinto il Governo a chiedere al Fondo Monetario Internazionale di monitorare i suoi impegni in materia di riforme fiscali ed economiche.
Decisione questa che ha sicuramente avuto un effetto positivo dal momento che a conclusione del vertice del G20 di Cannes è stata espressa piena soddisfazione da parte di Bruxelles per la posizione dell’Italia al punto che lo stesso Josè Barroso, presidente della Commissione Europea, ha definito quello di oggi «un passo importante».

Situazione del governo italiano nel novembre 2011

Che i conti relativi al bilancio dello Stato non tornino è ormai chiaro a tutti,e le misure annacquate in discussione in questi giorni, quelle previste nel maxi-emendamento alla legge di stabilità per intenderci, sono solo un ultimo strenuo tentativo di porre un argine di contenimento al debito e una flebile spinta alla ripresa dell’economia.
Ma i conti che in queste ore interessano forse di più al presidente del consiglio sono quelli che tra qualche giorno decideranno la sorte del suo governo.

Discorso di Draghi alla presidenza della Bce

In una giornata convulsa come quella odierna, in cui si apre il vertice G20 a Cannes, dove i grandi della terra sono riuniti per parlare della crisi mondiale, la Grecia sembra avviarsi verso un governo di transizione che possa far fronte alle richieste dell’Europa per evitare il default, ipotesi questa che allontanerebbe il temuto e annunciato referendum con il quale la popolazione è chiamata ad esprimersi sulle misure di austerity imposte dall’Europa, arriva a sorpresa l’annuncio da parte della Banca Centrale Europea del taglio dei tassi d’interesse dell’area euro.

Dettagli maxi-emendamento alla legge di stabilità

Le “misure choc” che erano trapelate nella giornata di ieri, tra le quali quella del prelievo forzato dai conti correnti, e avevano fatto il giro della rete si sono rivelate prive di fondamento, o comunque prive di quelle larghe intese auspicate dal Capo della Stato.

Quello che il Presidente del Consiglio si appresta a presentare al G20 di Cannes, già battezzato “pacchetto Europa” sarà un maxi-emendamento alla legge di stabilità in discussione in questi giorni, e non un decreto legge come lo stesso Silvio Berlusconi avrebbe auspicato nei giorni scorsi.

Foto e video di Gheddafi morto

Il colonnello Gheddafi, sorpreso questa mattina dagli insorti è stato dapprima gambizzato e poi ucciso senza pietà.

I libici erano particolarmente esaltati nel mostrare il corpo trucidato del colonnello che per decenni li ha tenuti in scacco impedendo loro di comunicare e di vivere in completa libertà e in uno stato di diritto.

Province eliminate dalla finanziaria 2011

Quando mancano soldi in cassa si possono fare due cose ovvero aumentare le tasse o tagliare i costi. Il governo, nella manovra finanziaria 2011, ha deciso di eseguire entrambe le modalità. Dopo il primo annuncio sono iniziate le polemiche ed il governo è stato costretto ad apportare le prime modifiche alla nuova manovra 2011 appena approvata.

A far inalberare alcuni politici è senza dubbio il discorso sulle province le quali tutti sanno che sono inutili, ma che continuano ad esserci per essere utilizzate per la spartizione di poltrone.

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