Il Consiglio dei Ministri varia le esenzioni per il terremoto

di Daniele Pace Commenta

Non un rinvio delle imposte, ma un annullamento a causa della calamità che ha colpito i comuni del centro Italia. Fondo di 80 milioni stanziato dal governo.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di norme a favore delle popolazioni terremotate del centro Italia, che ha la doppia valenza di aiuto fiscale e incentivo a restare sul territorio. Infatti il governo intende scongiurare lo spopolamento dovuto alla distruzione del tessuto economico dell’area, come dichiarato espressamente all’articolo 18 del provvedimento approvato anche per saltare alcune pratiche burocratiche che spesso rendono inutili gli aiuti in caso di calamità.

Il governo ha inoltre già avvertito la Comunità Europea, nella lettera della scorsa settimana, che sarà necessario un altro miliardo, oltre ai fondi già stanziati, per far fronte all’emergenza terremoto, soldi questi, che non dovranno rientrare nel patto di stabilità.

È prevista dunque una sorta di “zona franca” per i 134 comuni terremotati, che saranno esentati dal fisco per il 2017 e il 2018. I contribuenti saranno esentati, fino ai 100 mila euro di imponibile, dal pagamento di Ires e Irpef, e fino ai 300 mila euro, dall’Imu e dalla Tasi. Si tratta di un provvedimento che coinvolgerà circa 67 mila aziende residenti nelle aree terremotate, che non dovranno pagare nulla. Non un rinvio dunque, delle imposte, ma un annullamento a causa della calamità che ha colpito i comuni del centro Italia. Le aziende potranno anche usufruire di un ulteriore fondo di 80 milioni stanziato dal governo.

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