Risultati stress test banche statunitensi

di Vito Verna Commenta

con la sola esclusione di Citigroup, Ally Financial, SunTrust e Metlife tutti i più importanti istituti di credito sarebbero stati promossi a pieni voti.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, nel corso di un recente meeting con il propri omologo tedesco, il Cancelliere Angela Merkel, avrebbe sostenuto come l’Europa, anche e soprattutto grazie alla decisione di salvare la Grecia ed alle manovre correttive che l’Italia starebbe provvedendo quotidianamente ad emanare, si sia lasciata la fase acuta della crisi alle spalle e come sia necessario, in questa delicatissima fase, fare il possibile per garantire all’economia la ripresa della quale avrebbe un disperato bisogno.

DIMINUISCONO I CONSUMI DEGLI ITALIANI NEL 2011

E la realtà dei fatti, stando a quanto dichiarato da Ben Bernanke nel corso dell’ultima riunione della Federal Riserve statunitense, istituto che potremmo definire equivalente alla BCE, sembrerebbe essere tale se, li dove tutto è cominciato (nel 2008 a causa del fallimento della banca d’affari Lehman Brothers ed alla conseguente crisi da debito sovrano), gli istituti di credito non potrebbero stare meglio.

Un po’ a sorpresa, infatti, la FED avrebbe pubblicamente rilasciato, in anticipo sui tempi previsti, i risultati dell’ultimo stress test condotto sulla solidità fiscale, derivante dal rapporto tra il patrimonio di base e le attività più rischiose, delle 19 più importanti banche statunitensi.

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Ebbene, con la sola esclusione di Citigroup, Ally Financial, SunTrust e Metlife, nessuna delle quali avrebbe superato, seppur d’un soffio nel caso di Citigroup, la “soglia di sbarramento” del 5%, tutti i più importanti istituti di credito sarebbero stati promossi a pieni voti.

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