Il futuro della Destra

di Redazione Commenta

questo clima di generale sfiducia verso i partiti maggiori, sembrano dunque aprirsi spazi enormi per le piccole forze “non allineate..

Per Storace, l’ultimo sondaggio di Renato Mannheimer è stata una salutare boccata d’ossigeno. Secondo la rilevazione pubblicata sul Corriere della Sera (peraltro vivacemente contestata dalla maggioranza di governo), il gradimento degli elettori verso l’operato del Popolo delle Libertà scende per la prima volta sotto il 50%, arrivando addirittura a poco più del 40%, ma senza che a giovarne sia il Partito Democratico, il cui consenso fra gli elettori si manterrebbe stabile ad un livello ben più basso.


In questo clima di generale sfiducia verso i partiti maggiori, sembrano dunque aprirsi spazi enormi per le piccole forze “non allineate”, a patto di riuscire ad intercettare gli umori dell’elettorato scontento. Ed è quanto si ripromette di fare “La Destra”, il partito fondato da Francesco Storace e formato per lo più da transfughi di Alleanza Nazionale insoddisfatti della direzione neocentrista imboccata con decisione dal partito di Fini e La Russa negli ultimi anni.

La Destra si manterrebbe, secondo i sondaggi, attorno al 3% delle intenzioni di voto, ma secondo Storace ci sono i margini per arrivare a quadruplicare i consensi, puntando alle prossime europee all’obiettivo di un pesantissimo 12%.


La rincorsa dell’ex governatore della Regione Lazio dovrebbe ripartire dal primo Congresso Nazionale, previsto a Roma dal 7 al 9 novembre. In questa sede, dovrà essere messa a punto la nuova strategia del partito rimasto orfano di Daniela Santanchè, candidata appena pochi mesi fa alla guida del Paese alle ultime elezioni politiche. La Santanchè sta corteggiando ormai da settimane Berlusconi, suscitando l’acceso sdegno dei fedelissimi di Storace, che nel suo blog personale scrive esplicitamente “qualche nostalgico dei salotti buoni ci ha lasciato dopo aver illuso tanta gente”.


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