Beppe Grillo a Milano contro la Moratti

L’inarrestabile Beppe Grillo continua il suo show nelle piazze italiane e, dopo il comizio di martedì a Varese in cui si è scagliato contro la Lega, ieri ha continuato a Milano, questa volta contro la candidata sindaco Letizia Moratti.
Apre il comizio dicendo secondo una legge nazionale, un politico, quando scende in politica, può fare solo due mandati nelle regionali e nelle provinciali, mentre la Moratti è attualmente al quarto perchè l’attuale presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (che lui storpia in Forminc**one) ha fatto sì che la Lombardia non abbia “recepito la legge nazionale” e quindi può far presentare lo stesso candidato più volte (cosa che avviene anche in altre regioni come per esempio l’Emilia Romagna).

Beppe Grillo contro la Lega a Varese

Beppe Grillo è un fiume in piena e la dimostrazione è stato il comizio che ha tenuto ieri a Varese in piazza Podestà in cui ha scagliato tutto il suo rammarico contro la Lega, dicendo che Bossi all’inizio era come lui, un uomo che combatteva per degli ideali andando in giro per cambiare il sistema e affiggere cartelloni, ma poi è diventato un venduto che si occupa soltanto di banche e fondazioni.
A pochi passi dalla sede della Lega, Grillo si scaglia contro i rappresentanti del Carroccio e li accusa di nascondersi, asserragliati dietro le finestre, a spiare quello che succede.

Caso Ruby Fede dice che l’hanno scambiato per Lele Mora

Continua incessantemente la telenovela sul caso Ruby e si arricchisce anche oggi di nuovi particolari e di nuove giustificazioni da parte degli imputati.
Ultima in ordine di tempo, è la notizia che Emilio Fede ha cambiato per l’ennesima volta la versione, per poter scagionarsi dall’accusa di induzione alla prostituzione minorile.
Fede, tramite i suoi avvocati che hanno depositato l’istanza giovedì, ha dichiarato che Karima El Mahroug, detta Ruby, venne messa in contatto con un agente per uno spettacolo di danza del ventre e che in seguito venne messa in contatto con Lele Mora.

Ddl sul biotestamento cosa prevede

La discussione in Parlamento che legiferi il biotestamento è slittata al prossimo 18 maggio ed è necessario fare chiarezza su ciò che chiedono i credenti da una parte ed i laici dall’altra.
Il testo presentato da Calabrò va ad ampliare quello del 26 marzo del 2009 e che non prevede che i pazienti possano lasciare scritte le loro volontà anticipatamente.
Il decreto legge prevede quindi che l’alimentazione e l’idratazione artificiali debbano essere somministrate e non fanno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento e potranno essere sospese soltanto in casi eccezionali, ossia quando non dovessero risultare più efficaci nel fornire i fattori nutrizionali necessari.

Biotestamento in cambio dell’assoluzione?

E’ inutile dire che quello che sta capitando all’interno del Parlamento riguardo alla legge sul biotestamento in queste ore, dovrebbe far riflettere gli italiani su che piega sta prendendo l’Italia in questi ultimi anni.
Facciamo però un passo indietro di qualche decennio e ricordiamo che l’11 febbraio 1929 lo Stato italiano e il Vaticano sottoscrissero gli accordi di mutuo riconoscimento, noti con il nome di Patti Lateranensi, in cui veniva riconosciuta l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede, che fondava così lo stato del Vaticano e definiva la relazione civile e religiosa in Italia, tra lo stato e la Chiesa; nel 1948 i Patti Lateranensi vennero riconosciuti costituzionalmente attraverso l’articolo 7.

Berlusconi scrive una lettera al Papa per Pasqua

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato una lettera al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone in occasione della Pasqua in cui parla della generosità dell’Italia in favore degli immigrati che sono approdati sulle nostre coste.
Nel messaggio inviato al monsignor Bertone, il premier sottolinea l’impegno dell’Italia per l’assistenza alle migliaia di disperati in fuga dal loro paese in rispetto della dignità e del valore della persona sancito nella Carta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Poi Berlusconi chiede a Tarcisio Bertone di porgere gli auguri di Pasqua al Papa Benedetto XVI e coglie l’occasione per ringraziare formalmente la Chiesa per aver preso parte ai festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Referendum acqua a rischio

Il ministro dello Sviluppo Paolo Romani ha espresso diverse perplessità sul referendum sull’acqua di giugno.

Come spiegato dal ministro, anche in questo caso, così come nel caso del nucleare, il referendum divide in due. Tuttavia è un tema di grande importanza…

Pannella fa lo sciopero della fame a difesa della democrazia

Il leader dei radicali, Marco Pannella ha intrapreso lo sciopero della fame per manifestare affinchè l’Italia dimostri di essere una democrazia vera e propria e si è rivolto più volte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinchè riesca a conoscere la lotta per la democrazia e per lo Stato in senso stretto.
Parlando ai microfoni di Radio Radicale che lo ha intervistato oggi, dice che ha deciso di iniziare un altro sciopero della fame perchè le elezioni siano più limpide e che il governo non somigli più ad una dittatura.

L’Europa rivede il trattato di Schengen

La Commissione Europea questa mattina si è riunita in seduta collegiale per discutere e decidere se attuare delle variazioni nel trattato di Schengen, riguardanti soprattutto la circolazione delle persone all’interno delle frontiere, a fronte dell’emergenza immigrati e delle polemiche tra l’Italia e la Francia di queste ultime settimane.
Il problema principale da discutere infatti è un rafforzamento dei meccanismi di distribuzione dei migranti all’interno degli stati europei che non si basi principalmente sulla solidarietà.

Nucleare retromarcia del governo

Il governo ha fatto dietrofront sul nucleare, bloccando di fatto il programma di realizzazione delle centrali e inserendo nella nella moratoria già prevista nel decreto legge Omnibus l’abrogazione di tutte le leggi previste per la realizzazione di centrali nucleari in Italia.

Questa decisione dovrebbe portare all’annullamento del referendum sul nucleare previsto per il prossimo 12-13 giugno.

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