Termovalorizzatori e discariche contro i rifiuti campani

Se il futuro sta nella raccolta differenziata, per l’emergenza del presente il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta pensando di rafforzare in maniera decisa gli strumenti di cui si dispone oggi.

Si aggirano fra i cinque e i dieci milioni di tonnellate le ecoballe accumulate per anni in siti di stoccaggio provvisori e per niente sicuri per l’ambiente, come quello di Taverna del Re, presso Giugliano (NA).


Le ecoballe (masse di rifiuti non trattati e potenzialmente pericolosi per la salute) devono infatti essere rimosse alla svelta, secondo il premier, e per questo occorre premere l’acceleratore nelle direzioni già tracciate nei mesi scorsi.

Secondo i progetti originari, devono sorgere in Campania quattro termovalorizzatori: a Napoli, Salerno, Santa Maria la Fossa (CE) e Acerra (NA), quest’ultimo destinato a divenire il più grande del continente, e tutti dovrebbero entrare in funzione fra il 2009 e il 2010; ma ora Berlusconi sta pensando ad un quinto impianto, sulla cui localizzazione al momento non è ancora stabilito nulla.
Ma la soluzione-tampone più contestata è certo quella delle discariche, già esistenti o da costituire.


Alla periferia del quartiere popolare di Chiaiano, nel capoluogo, dovrebbe sorgere al più presto una discarica permanente assolutamente invisa alla gran parte della popolazione locale: molte manifestazioni sono state promosse e in passato e altre se ne verificheranno certamente nel prossimo futuro.

Ma Berlusconi è fermamente intenzionato ad andare avanti: e anche per i prossimi mesi è confermato l’impiego dell’esercito a tutela di tutti gli impianti di smaltimento e delle discariche.

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