Trans e ricatti, Marrazzo in aula

Sono passati circa quattro anni dall’affaire Marrazzo. Tutti lo ricordano, sia nella ricostruzione sommaria dei fatti che nel processo che ne è scaturito che nelle ripercussioni. In potentissima sintesi potremmo ricostruire l’accaduto come un tentativo di ricatto nei confronti dell’allora Presidente della Regioe Lazio forse, e lo ribadiamo, forse ordito da alcuni agenti dei carabinieri di una compagnia di Roma che avevano trovato Marrazzo in un appartamento con un trans. Ne parliamo oggi perché oggi Piero Marrazzo è stato ascoltato come testimone nel processo in questione.

Il processo Stato mafia: Mancino in aula

E’ cominciato oggi il processo per la trattativa tra Stato e mafia che vede coinvolto l’ex presidente del Senato della Repubblica Nicola Mancino. Stamattina, anche lui, è entrato nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli di Palermo. La data di oggi sembra studiata di proposito da chi ha deciso il calendario giudiziario delle udienze perché rappresenta il ventisettesimo anniversario della strage di via dei Georgofili di Firenze avvenuta nel 1993 e che rappresenta uno dei tanti tasselli della complicatissima inchiesta sulle trattative tra Stato e Mafia (leggi anche: La fiducia degli italiani nel governo Letta).

La modifica della legge elettorale

Buone notizie in merito alla questione della riforme dell’attuale legge elettorale. Ben presto, a quanto pare, l’attuale legge elettorale, il porcellum, dovrebbe andare in pensione o comunque subire modifiche tali da limitarne in misura decisa i difetti. La notizia nasce nelle ultime ore in seguito al via libera in merito ad un vertice ad hoc tra maggioranza e governo volto proprio alle modifiche della legge elettorale. E, soprattutto, si tratta di un vertice quasi obbligato perché quasi obbligate sono le modifiche stesse al porcellum dopo la bocciatura che l’attuale legge elettorale ha incassato da parte della Cassazione qualche giorno fa.

legge contro intercettazioni a chi serve?

Pdl subito legge contro intercettazioni

Dopo la condanna per il processo Mediaset, la requisitoria della Boccassini sul processo Ruby, la manifestazione di Brescia contro la magistratura al PDL non resta che rispolverare una sua vecchia legge contro intercettazioni e quindi ridurre il potere investigativo dei magistrati coadiuvati ovviamente dalle forze dell’ordine. Enrico Costa, capogruppo del PDL nella commissione Giustizia ha depositato una proposta di legge contro intercettazioni identica al tesco Alfano che andava a colpire e limitare duramente questo strumento investigativo.

Il Pdl ripropone la legge anti-intercettazioni

Si preannunciano momenti di tensione in seno al nuovo governo di ampia coalizione del presidente del Consiglio Enrico Letta tenuto insieme dal sostegno del Partito Democratico e del Popolo della Libertà in primo luogo e poi, in misura minore, da altri differenti partiti. Fatto sta che i primi attriti tra esponenti dei due schieramenti opposti all’interno della medesima formazione di governo già ci sono stati in embrione. E, potremmo dire che ci sono stati ancor prima della formazione stessa del governo ovvero già prima della formazione della lista completa dei ministri, dei sottosegretari, dei viceministri e dei presidenti di commissione.

Rubygate: i prossimi appuntamenti

Continua il processo Ruby in cui il principale imputato rimane l’ex presidente del Consiglio, attuale leader del Popolo della Libertà e guida della coalizione del centro destra Silvio Berlusconi. Ad onor del vero al banco degli imputati siedono anche l’ex agente delle star Lele Mora e il giornalista ed ex direttore del telegiornale di Rete4 Emilio Fede. La vicenda giudiziaria che coinvolge in questa occasione Silvio Berlusconi segue di pochi giorni le vicende legate al processo Mediaset dove il cavaliere, imputato per frode fiscale nell’acquisizione di diritti tv, è stato condannato in secondo grado (leggi: Berlusconi condannato nuovamente in appello).

Pdl in piazza contro i giudici di Milano

Giornata piena quella di ieri per l’ex presidente del Consiglio Silvo Berlusconi sul versante delle sue ventennali vicende giudiziarie. Tra mille processi, condanne, assoluzioni, primi e secondi gradi, ricorsi, pronunce ad hoc e passate in giudicato, ieri la Corte d’Appella di Milano ha scritto un’altra pagina. Nella fattispecie è arrivata la condanna in secondo grado per Silvio Berlusconi nel processo Mediaset: il reato è quello di frode fiscale, la pena richiesta quattro anni di reclusione.

Il processo Mediaset continua

Nuova puntata nell’ambito delle ventennali vicende giudiziarie dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’attuale leader del Popolo della Libertà e della coalizione di centrodestra che ha guidato con successo alle ultime elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio stamattina ha vissuto un’altra mattinata di cronaca giudiziaria. Data la lunga serie di procedimenti pendenti in capo a Silvio Berlusconi tra condanne e assoluzioni, tra primo, secondo grado o passate in giudicato, occorre sempre la massima chiarezza: stamattina era la volta del processo Mediaset.

L’abolizione delle Province in Sicilia

 

In Sicilia non esistono più le Province. Ieri sera l’Assemblea regionale ha abolito le Province, cancellato le elezioni di primo grado e commissariato gli enti. L’obiettivo è la creazione di consorzi liberi tra Comuni al posto delle province. Svolta epocale dunque, al livello locale, nella fattispecie al livello regionale, ma anche al livello nazionale perché la Regione Sicilia è la prima ad adottare una misura del genere ed è la prima a dare un impulso tutto nuovo all’agenda politica nazionale in un momento di stallo nazionale (leggi: La maggioranza di Bersani). E’ ovvio che si tratta di un caso isolato, ma è altrettanto ovvio che ieri sera sono stati gettati i presupposti per qualcosa di estremamente innovativo.

Berlusconi ricoverato: processo Ruby sospeso

Periodo difficile per l’ex Capo del governo Silvio Berlusconi. Dopo il brillante risultato elettorale, infatti, nelle settimane immediatamente successive alle operazioni di spoglio, il leader del Pdl ha iniziato, o meglio, è tornato ad essere al centro della cronaca giudiziaria italiana. Tanti gli appuntamenti al Palazzo di Giustizia di Milano e tante scadenze concentrate in questi giorni: Rubygate, Mediatrade e le vicende relative alle intercettazioni Fassino – Consorte (leggi: Berlusconi condannato per l’intercettazione di Consorte e Fassino). A tutto ciò si aggiungono i problemi di salute.

Le nozze gay in Francia

Primo significativo passo verso il matrimonio omosessuale ieri in Francia. L’Assemblea nazionale ha votato sì al primo articolo del progetto di legge che riguarda il matrimonio per tutti e che, di fatto, apre alle nozze omosessuali. Il voto dell’Assemblea ha riguardato esclusivamente il primo articolo ma la rilevanza simbolica, oltre che la portata contenutistica del primo articolo, segnano una svolta epocale. Voto sull’intero testo il 12 febbraio.

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