L’INAIL verso un drastico riordino

di F.D. Commenta

Il riordino complessivo, è bene ricordarlo, era stato avviato già dal governo di centrosinistra, con la prospettiva..

In tempi di vacche magre, non c’è ente della Pubblica Amministrazione che non veda abbattersi su se stessa la scure del ministro Tremonti e del collega Sacconi.

L’esigenza di ridare efficienza ad ogni apparato dello Stato, e soprattutto di ridurne pesantemente gli insostenibili costi, ha già seminato diverse vittime illustri, ed ora sembra la volta dell’INAIL, struttura pubblica di dimensioni colossali e con articolazioni in tutto il territorio nazionale.

I progetti di riforma dell’INAIL, in realtà, rientrano all’interno di un più vasto programma di riordino complessivo del sistema previdenziale italiano, fatto di accorpamenti di enti minori, tagli al personale e riduzioni dei costi correnti.


Il riordino complessivo, è bene ricordarlo, era stato avviato già dal governo di centrosinistra, con la prospettiva di trovare in questo risparmio le risorse necessarie per sostituire il famoso sistema pensionistico voluto dall’ex ministro del Welfare Maroni dello “scalone” con quello attuale degli “scalini”, messo a punto dal suo successore Padoa Schioppa.

Attualmente l’INAIL è affidata alla gestione del commissario straordinario Marco Sartori. Ed è lo stesso Sartori ad elencare i punti salienti della riforma: verranno ridimensionate le componenti minori della retribuzione (trattamento accessorio, garanzie per i primi dieci giorni di malattie…), alcuni enti con funzioni analoghe previste per particolari categorie di lavoratori (Ipsema, Ispesi…) saranno incorporate dentro l’INAIL, molte sedi locali saranno accentrate nei centri abitati insieme a quelle di INPS e INPDAP.


Ma la vera riforma, quella su cui si prevede uno scontro durissimo, sarà sui tagli del personale. Circa milleduecento lavoratori (su circa diecimila totali) saranno licenziati, e i sindacati sono già sul piede di guerra.

Secondo Sartori, l’effetto complessivo del piano di riordino porterà a regime al risparmio di circa settanta milioni di euro all’anno.

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