La Giunta Comunale non può essere formata solo da uomini, se previsto dallo Statuto

Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia – Lecce, ha deciso con una sentenza, che se lo statuto dell’ente locale prevede che l’organo esecutivo sia composto da assessori di entrambi i sessi, la giunta comunale non può essere formata soltanto da componenti di sesso maschile.

Il Tribunale ha così sospeso i decreti con i quali il Sindaco del paese di Mareggio aveva eletto solamente uomini per la giunta comunale, venendo così meno allo Statuto.

Pensione a 65 anni per le donne senza fare richiesta

Con una sentenza depositata il 29 ottobre scorso la Corte Costituzionale ha eliminato una delle ultime differenze di diritti esistenti tra lavoro maschile e femminile. E’ stato affermato che è illegittimo pretendere che una donna lavoratrice in una società privata debba comunicare almeno tre mesi prima la volontà di proseguire il rapporto di lavoro oltre i 60 anni, che rappresentano ad oggi l’età pensionabile.

Questo vincolo che durava fino a pochi giorni fa andava contro gli articoli 3 e 37 della Costituzione, in quanto ledevano le pari opportunità tra uomo e donna.

La violenza in coppia stabile è maltrattamento in famiglia

La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, confermando una sentenza della Corte di Appello di Cagliari, ha stabilito che le vessazioni e le violenze sul partner sono sempre da considerarsi maltrattamenti in famiglia.

L’unico requisito fondamentale perchè questo si verifichi è dato dal fatto che la convivenza tra la coppia debba essere stabile, indipendentemente dal fatto che i due siano sposati o solamente conviventi.

Divieto di accesso alle aree pedonali

La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione ha stabilito che è sempre vietato entrare in auto in un’area dedicata al solo traffico pedonale, e questo risultato è giunto a seguito dell’annullamento di una sentenza del Giudice di pace di Civitavecchia.

Un automobilista di Cerveteri aveva presentato reclamo al GdP proprio in merito all’essere entrato in macchina all’interno dell’area pedonale, dicendo che i sostegni che dovrebbero delimitare l’area pedonale non erano presenti, e affermando che quella zona era usata spesso da alcuni cittadini quali il parroco e lo spazzino.

Segreto d’Ufficio solo su atti dichiarati segreti dalla legge

La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha stabilito che ogni cittadino può accedere liberamente agli atti ed ai documenti amministrativi relativi a provvedimento e procedimenti in corso tranne nei casi nei quali la legge impone espressamente il segreto di ufficio, eliminando così di fatto l’inviolabilità del cosiddetto segreto d’ufficio.

Ovviamente è nato da un caso pratico questo episodio: nello specifico il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna aveva assolto un consigliere comunale proprio dall’accusa di divulgazione di segreti d’ufficio.

Disabili parcheggio a pagamento obbligatorio

Il precedente è nato dopo che un disabile ha presentato ricorso prima al giudice di pace, in seguito alla Corte di Cassazione per non essere obbligato a pagare il verbale che era stato elevato da un vigile durante la sosta sulle strisce blu.

La Corte di Cassazione ha stabilito che le strisce blu consentono la sosta a tutte e solo le autovetture che abbiano pagato regolare tariffa di sosta regolata dalle norme vigenti nel comune di appartenenza. Pertanto con questa sentenza si evince che chiunque sosti, compresi i disabili, su un parcheggio delimitato da strisce blu è obbligato a pagare.

Reato non obbedire agli ordini del comandante

Secondo la sentenza proveniente dalla sesta sessione penale della Corte di Cassazione il vigile urbano che decide di non obbedire agli ordine del comandante commette un reato penale punito con la reclusione e una multa.

E’ così che la Corte di Cassazione si è pronunciata su un evento che vedeva come protagonisti un agente di polizia municipale ed il suo comandante. Il comandante aveva impartito un ordine all’agente il quale si era rifiutato di eseguire.

Incostituzionale l’IVA sulla tariffa dei rifiuti

Le casse dello Stato ritornano a tremare: la Corte Costituzionale ha infatti stabilito che la T.I.A., la Tariffa d’Igiene Ambientale, è a tutti gli effetti una tassa e dunque il suo importo non costituisce base imponibile per l’IVA.

Facciamo un passo indietro: la legge prevede che progressivamente tutti i Comuni abbandonino la vecchia Tarsu (la tassa comunale sui rifiuti solidi urbani) per adottare la T.I.A., che si basa su presupposti e metodi di calcolo parzialmente differenti. Sennonché, i Comuni hanno sempre adottato sulla Tariffa un’IVA pari al 10%, considerandolo come un servizio offerto ai cittadini.

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