Salta il taglio delle province

La Corte Costituzionale ha dichiarato illeggitimo il provvedimento sul taglio delle province, previsto dal decreto Salva-Italia. Quindi per il tanto discusso riordino delle Province è nuovamente tutto da rifare. Secondo la Consulta, il decreto legge è uno strumento illeggito da utilizzare per realizzare una riforma organica e di sistema come quella che prevedeva il taglio delle Province. Il decreto legge andrebbe usato solo per fronteggiare a questioni straordinarie che necessitano urgenza.

Province eliminate dalla finanziaria 2011

Quando mancano soldi in cassa si possono fare due cose ovvero aumentare le tasse o tagliare i costi. Il governo, nella manovra finanziaria 2011, ha deciso di eseguire entrambe le modalità. Dopo il primo annuncio sono iniziate le polemiche ed il governo è stato costretto ad apportare le prime modifiche alla nuova manovra 2011 appena approvata.

A far inalberare alcuni politici è senza dubbio il discorso sulle province le quali tutti sanno che sono inutili, ma che continuano ad esserci per essere utilizzate per la spartizione di poltrone.

Piccole province a rischio abolizione

La manovra del governo potrebbe portare all’abolizione di ben nove province, ossia quelle al di sotto dei 220.000 abitanti che non fanno parte di una regione a statuto speciale e che non confinano con stati esteri.

In base ai dati diffusi dall’Istat, relativi alla popolazione residente nel 2008, le province che verrebbero abolite sono: Biella (187 mila abitanti), Massa Carrara (203 mila abitanti), Ascoli Piceno (212 mila), Fermo (176 mila), Rieti (159 mila), Isernia (88 mila), Matera (203 mila, Crotone(173 mila) e Vibo Valentia (167 mila).

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