Agenda digitale e ritardo nella banda larga

Mentre il ministro delle Sviluppo Economico e delle Infrastrutture Corrado Passera rassicura gli italiani sulle buone intenzioni del Governo Monti in materia di internet, sviluppo della banda larga, agenda digitale e quant’altro, ribadendo, ancora una volta, come i primi benefici effetti dell’impegno dell’attuale esecutivo dovrebbero cominciare ad intuirsi sin da giugno 2013, l’Europa, che in questi giorni ci avrebbe bacchettato sulla scottante questione della corruzione e delle leggi dell’Unione Europea anti-corruzione non ancora ratificate dall’Italia, torna a redarguirci in merito, appunto, alla delicata situazione dell’Information and Communication Technology in Italia.

Censura Internet Google pubblica mappa mondiale

Si apre un altro capitolo sulla censura online, e come sempre Google è protagonista. Le autorità per la protezione dei dati personali hanno richiesto al colosso americano di osservare le leggy sulla privacy nei paesi in cui opera.

La lettera inviata a Google porta anche la firma dell’authority italiana, e viene espressa grande preoccupazione per il modo in cui Google affronta le questioni legate alla privacy, con particolare riferimento soprattutto al recente servizio Google Buzz.

Google censura e blocco anche in Russia?

Il prossimo ostacolo per Google potrebbe essere rappresentato dalla Russia, come scrive Evgeny Morozov sul magazine Foreign Policy, citando una notizia della testata giornalistica russa RBK Daily.

Stando a quanto scritto da RBK Daily, il governo russo con a capo Dmitri Medvedev avrebbe intenzione di investire la cifra di 100 milioni di dollari per portare avanti la creazione di un nuovo motore di ricerca, in modo da filtrare i contenuti scomodi e togliere così utenza a Google Search, che anche in Russia conta un buon mercato.

Ad oggi Google in Russia viene usato dal 21,9% degli Internauti, anche se il search engine più sfruttato rimane il russo Yandex, con il 62,8% di utenti.

Decreto Romani senza censure preventive approvato

In questi giorni si sta parlando molto del Decreto Romani, che vorrebbe imporre una forte censura soprattutto ad Internet.

E’ arrivato proprio poche ore fa il sì della Commissione Lavori pubblici del Senato al Decreto, che ha subito alcune modifiche sostanziali durante l’iter di approvazione.

Questi cambiamenti sono arrivati grazie soprattutto ad un dialogo costruttivo tra il governo e l’opposizione. In tal senso il Decreto Romani svolge il compito iniziale di recepire la direttiva europea in tema di regolamentazione di Internet e della tv.

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