Boicottare Turchia e prodotti con codice a barre 869: catena WhatsApp e alcune imprecisioni

Occorrono alcune importanti precisioni a proposito di un messaggio WhatsApp che sta circolando moltissimo oggi 5 agosto, a proposito del codice a barre 869 che indicherebbe la provenienza di un prodotto dalla Turchia. Scopo della catena, infatti, è quello di invitare tutti a non acquistare i suddetti prodotti, nel tentativo di boicottare il Paese dopo i recenti fatti politici. L’attacco di Erdogan ai curdi del passato, infatti, ha sensibilizzato tante persone nel resto d’Europa, ma in questo frangente occorre evidenziare che siamo al cospetto di cattiva informazione.

Come spesso avviene in queste circostanze (lo abbiamo notato di recente anche a proposito di un messaggio virale riguardante il costo della benzina, stando alle notizie che vi abbiamo fornito praticamente in tempo reale sulle nostre pagine), è importante scavare dietro un semplice messaggio WhatsApp. Affermare che il mancato acquisto di un prodotto con codice a barre 869 equivalga in automatico a boicottare la Turchia, infatti, è un chiaro errore di superficialità.

codice a barre 869

Continuano gli scontri in Brasile

 Non si fermano gli scontri in Brasile tra manifestanti e polizia, ormai siamo di fronte ad una protesta di massa che interessa molte città brasiliane. Dopo dieci giorni di manifestazioni si conta già la prima vittima, che secondo la polizia sarebbe stata investita da un’auto. L’incidente è accaduto durante dei violenti scontri a Ribeirao Preto a 330 km da San Paolo.

Turchia in Europa: il sostegno di Obama

Sono parole nuove quelle pronunciate oggi dal presidente americano Barack Obama innanzi agli esponenti del governo turco ad Ankara. Parole che sottolineano come sia importante e quanto più indispensabile avere un’amicizia solida tra lo stato americano e lo stato turco.

Gli Stati Uniti devono dare un messaggio al mondo grazie all’amicizia che li coinvolge da est a ovest. Fin dall’inizio della sua campagna elettorale Barack Obama ha voluto aprirsi al mondo musulmano affermando che anni di inemicizia ha portato solo odio, distruzione e terrorismo.

Berlusconi va da Obama

Dopo i complimenti ricevuti per essere riuscito a mediare il no categorico del premier turco Erdogan per il voto Nato, il premier italiano Silvio Berlusconi è stato invitato a Washington dal presidente Barack Obama. Silvio Berlusconi ieri ha dovuto rinunciare alla presentazione ufficiale del vertice nato perchè era impegnato in una telefonata mediatica col premier turco che gli è valsa il plauso di tutti e 28 membri della Nato.

Il premier Berlusconi ha quindi ricevuto il plauso di tutti per aver convinto Erdogan a votare a favore del nuovo segretario generale NATO Rasmussen. Erdogan avrebbe cercato di boicottare Rasmussen per via di una collocazione di una televisione sul suolo danese in contatto col pkk. Erdogan avanzava delle perplessità su eventuali crisi sul fronte musulmano.

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