Il Codacons denuncia rincari incontrollati

di Giuseppe Aymerich Commenta

Ancora una volta il Codacons, fra le principali associazioni dei consumatori del nostro Paese, punta l’indice contro il continuo..

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Ancora una volta il Codacons, fra le principali associazioni dei consumatori del nostro Paese, punta l’indice contro il continuo aumento dei prezzi conseguente all’introduzione dell’euro, ben superiore – secondo l’associazione – rispetto a quanto emerge dai tassi ufficiali rilevati dall’Istat.
Per bocca del segretario nazionale Francesco Tanasi, infatti, dal 2002 (anno in cui la moneta unica europea ha iniziato a circolare nelle nostre tasche) al 2008 le famiglie hanno speso in più circa 9.100 euro, a cui se ne devono sommare altri 600 previsti per l’anno in corso.


Moltiplicando questi valori per il numero stimato delle famiglie italiane, le conclusioni dell’indagine del Codacons parlano di circa 213 miliardi di euro passati dalla sfera delle privati cittadini a quella dei dettaglianti.
Considerato il ben più modesto aumento conseguito nello stesso arco temporale da stipendi e salari, ne deriva un pesante impoverimento delle famiglie e una drastica riduzione del loro potere d’acquisto.


Tanasi suggerisce al legislatore numerose strade da imboccare immediatamente, e che a suo giudizio farebbero risparmiare alle famiglie mediamente mille euro all’anno.

Fra le altre soluzioni proposte, si segnalano come più interessanti: l’esposizione per i prodotti ortofrutticoli non solo del prezzo di vendita ma anche dei costi sostenuti dal commerciante all’ingrosso e da quello al dettaglio, per maggiore trasparenza e mettere in luce certi ricarichi esagerati;

una definizione legislativa precisa e non più generica di “prezzo anomalo”, per evidenziare senza errore i comportamenti irregolari; l’incremento dei poteri sanzionatori affidati all’autorità garante del settore, il famoso “Mister Prezzi”; eliminare ogni tipo di vincolo temporale su saldi e vendite sottocosto, da consentire tutto l’anno.

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