Come regolarizzare una colf-badante

di F.D. 1

In questo modo potranno uscire dalla condizione di lavoro nero tutte le collaboratrici domestiche con una posione irregolare presenti sul territorio italiano..

colf-e-badanti

La legge definita come anticrisi ovvero la legge numero 102 del 3 agosto 2009 ha introdotto anche un emendamento per la regolarizzazione di colf e badanti italiane, comunitarie ed extracomunitarie dotate di permesso di soggiorno.

In questo modo potranno uscire dalla condizione di lavoro nero tutte le collaboratrici domestiche con una posione irregolare presenti sul territorio italiano. Il governo aveva dichiarato che non verrà proposta una seconda maxi sanatoria per i cittadini sprovvisti di permesso di soggiorno.

Con questa circolare verrà quindi portato allo scoperto una situazione spiacevole di lavoro nero all’interno delle case italiane.


Per regolarizzare un lavoratore subordinato in qualità di collaboratore o collaboratrice domestica basterà inviare un modulo (scaricabile cliccando qui) unito al pagamento di una cifra forfettaria di 500 euro insieme alla sottoscrizione di un contratto di lavoro.


In questo modo verranno sospesi tutte le procedure penali e amministrative previste dalla legge italiana per la presenza di uno o più lavoratori non regolarizzati dal punto di vista previdenziale e contrattuale.

Potranno beneficiare di questa regolarizzazione tutti i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze un lavoratore inteso come colf e badante che abbia lavorato almeno 3 mesi continuativi a partire da aprile 2009.

La regolarizzazione di colf e badanti ha inizio dal primo di settembre e terminerà il 30 di settembre 2009. Il pagamento della mora di 500 euro deve avvenire in banca, in posta o online attraverso il pagamento dei classici F24.

Questa manovra farà incassare allo stato 1,2 miliardi di euro in un anno.

I lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno o con un semplice visto turistico devono presentare la domanda direttamente allo Sportello unico per l’immigrazione, ma esclusivamente attraverso internet sul portale del Ministero dell’Interno.

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