Riforma Gelmini in dettaglio

di Giuseppe Aymerich Commenta

Ora che il decreto-legge si appresta ad affrontare l’esame del Parlamento, si conoscono nel dettaglio i punti..

facciata del ministero della pubblica istruzione

Man mano che trapelavano indiscrezioni, se n’è parlato abbondantemente per tutta l’estate. Ora che il decreto-legge si appresta ad affrontare l’esame del Parlamento, si conoscono nel dettaglio i punti salienti della profonda riforma che il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini intende porre in essere a partire dal prossimo anno scolastico (2009-10), salvo alcuni aspetti secondari già in vigore da quest’anno.

Se alcuni punti appaiono forse più di forma che di sostanza (dalla reintroduzione dei voti in luogo dei giudizi al rilancio dell’educazione civica, ribattezzata “Cittadinanza e Costituzione”), è su altre e più profonde questioni che si è acceso un dibattito destinato a durare molto a lungo.

Si è parlato molto, ad esempio, della soluzione data al problema del bullismo: nel nostro Paese i casi di bullismo sono infinitamente meno inquietanti di quanto avviene in altre nazioni a partire dagli Stati Uniti, e tuttavia si è registrato un preoccupante incremento di gravi fatti di cronaca in ambito scolastico.

La proposta del ministro è di rilanciare in grande stile un vecchio strumento, il voto in condotta: coloro che si renderanno colpevoli di pesanti atti di bullismo subiranno il 5 in condotta, che condurrà dritti alla bocciatura, indipendentemente dai voti ottenuti nelle materie di studio.


Meno discusso, ma certamente molto apprezzato dalle famiglie, è il punto del decreto che impone ai libri di testo una validità quinquennale.

Eventuali aggiornamenti potranno essere redatti e venduti a parte anno per anno, ma non sarà più ammessa la modifica complessiva del testo con nuove edizioni annuali che spesso non presentano altro che i medesimi contenuti in un formato lievemente differente.

maria stella gelmini

Ma è certo che la discussione più concitata continuerà a svolgersi intorno al ritorno del maestro unico e ai profondi tagli al personale scolastico.

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